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Cos’è la sindrome da rientro dalle vacanze estive nota come "post-vacation blues": quali sono i sintomi

È tempo di riprendere gli impegni professionali e scolastici, ma per molti c’è difficoltà a tornare ai ritmi quotidiani di studio e lavoro: i sintomi

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Eleonora Lorusso

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2001, ha esperienze in radio, tv, giornali e periodici nazionali. Conduce l’annuale Festival internazionale della Geopolitica europea. Su Virgilio Notizie si occupa di approfondimenti e interviste, in particolare su Salute, Esteri e Politica.

Le vacanze sono ormai finite per tutti (o quasi) ed è tempo di tornare al lavoro. Ma per molti il rientro in ufficio, davanti al computer o comunque agli impegni professionali rappresenta un momento negativo, tanto che si parla di ‘post-vacation blues’, o ‘sindrome da rientro’. L’intervista concessa a Virgilio Notizie dalla psicologa Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e Clinical director del servizio di psicologia online e società benefit Unobravo.

Cos’è la sindrome da rientro

Spesso è caratterizzata da un senso di tristezza (“blues” in inglese), malessere, ansia e spossatezza.

Il fenomeno, secondo i dati Istat, interessa più di 3 italiani su 10 (oltre il 35% della popolazione): i più colpiti sarebbero coloro che hanno un’età tra i 25 e i 45 anni e coloro che svolgono attività lavorative ad alto contenuto intellettuale: insomma, chi passa molto tempo seduto alla scrivania.

L’intervista a Valeria Fiorenza Perris

Cos’è esattamente il post-vacation blues? Sembrerebbe non trattarsi di una vera e propria patologia, ma può portare a difficoltà nel riadattarsi ai ritmi frenetici della quotidianità, dopo un periodo di relax e ferie. È così?

“Sì, il post-vacation blues è una condizione strettamente correlata alla sindrome di adattamento, che emerge ogni qualvolta ci troviamo ad affrontare un significativo cambiamento nello stile di vita. Quando siamo in vacanza tendiamo a mettere da parte le preoccupazioni quotidiane e i pensieri che possono provocare ansia e a immergerci in uno stato di totale serenità e rilassatezza. Con il ritorno alla normale routine, ci troviamo improvvisamente costretti a ricominciare a destreggiarci tra i molteplici impegni familiari, lavorativi o scolastici che contraddistinguono la quotidianità di ciascuno di noi. Questa transizione, specialmente se repentina, può costituire una fonte di grande stress e tradursi per alcune persone nella cosiddetta ‘sindrome da rientro'”.

Bisogna preoccuparsi per la sensazione di malessere, rallentamento e stanchezza che l’accompagna?

“No, la sindrome da rientro è una risposta naturale a tutte quelle sfide che ciascuno di noi si trova ad affrontare al termine di una vacanza e può essere riconducibile a molti fattori diversi. Spesso a contribuire allo stato d’animo del post-vacation blues c’è anche il distacco da amici, parenti o nuove conoscenze che ci hanno accompagnato durante le vacanze, che può contribuire a dare origine a una sensazione di malinconia post-ferie. Naturalmente pesa anche il dover affrontare la routine quotidiana, i compiti in sospeso e i messaggi di posta elettronica che si sono accumulati nei giorni d’assenza può essere schiacciante per alcuni e generare molto stress e ansia”.

Come si riconosce la “sindrome da rientro”?

I sintomi possono essere sia fisici sia psicologici. Da un punto di vista fisico, alcune delle manifestazioni più diffuse sono stanchezza, stordimento, difficoltà a concentrarsi e affaticamento generale. Spesso, per la tensione accumulata durante la fase di ripresa delle attività quotidiane, possono sopravvenire emicranie e dolori muscolari. In alcune persone possono insorgere insonnia, ipersonnia o inappetenza e anche la digestione potrebbe diventare più difficile a causa dello stress che rallenta il sistema digestivo. Tuttavia, non è solo il corpo a soffrire della sindrome da rientro: questa condizione può avere ripercussioni intense anche sulla psiche. La preoccupazione per il ritorno al lavoro o per le incombenze della quotidianità può farci sentire stressati e in ansia. Irritabilità, nervosismo e sbalzi d’umore sono anch’essi sintomi largamente diffusi. Molti potrebbero, poi, sperimentare una sensazione generale di vuoto e tristezza a causa della nostalgia delle esperienze positive esperite in vacanza. Nei soggetti già predisposti, potrebbe, infine, manifestarsi anche la depressione”.

Quali consigli darebbe a chi avverte questi sintomi o teme di poter incappare nella sindrome da rientro?

“Essendo un malessere stagionale, non occorre preoccuparsi eccessivamente. Ci sono, infatti, alcuni piccoli accorgimenti che possono aiutarci ad affrontare al meglio il ritorno alla routine quotidiana. Il primo è fare un rientro graduale: concedersi qualche giorno di assestamento prima di immergersi completamente nella routine abituale può essere di grande aiuto per ridurre l’ansia e accusare meno lo stress da rientro. Un altro consiglio si può sintetizzare nella formula “Me time”: se durante le ferie abbiamo dedicato del tempo a noi stessi, non priviamocene completamente una volta finite le vacanze. Continuiamo a ritagliarci degli spazi da impiegare con attività gratificanti e a fare ciò che ci piace e ci fa stare bene; al terzo posto si dovrebbero mettere sonno e alimentazione: riprendere una corretta alimentazione e una buona routine del sonno è essenziale, specialmente se durante le vacanze ci siamo concessi qualche eccesso o abbiamo alterato i nostri ritmi. La respirazione diaframmatica e la meditazione, ad esempio, possono aiutare il rilassamento e favorire l’adattamento ai nuovi ritmi sonno-veglia”, consiglia la psicoterapeuta.

Quanto possono aiutare le relazioni sociali o l’attività fisica?

“Coltivare le relazioni e stare in compagnia di persone care sono ottimi antidoti allo stress da rientro, quindi potrebbe aiutare il fatto di restare in contatto con le persone conosciute in vacanza e ritrovare gli amici che abbiamo lasciato in città. Anche l’attività fisica è un toccasana. Una passeggiata nella natura, un’escursione in montagna, una gita al mare o un fine settimana fuori città possono darci la sensazione che le vacanze non siano ancora finite del tutto e prolungarne i benefici. Ritornare in palestra o fare sport al rientro dalle ferie ci aiuterà a tenere attivo l’organismo e a diminuire lo stress. Ma anche coltivare le passioni e gli hobby scoperti o ritrovati durante le vacanze può aiutarci non solo a vivere meglio la fase del rientro, ma anche a stimolare la mente e la creatività durante tutto l’anno”.

Quanto contano, infine, le emozioni positive vissute in vacanza?

“Anche se sono finite, le vacanze non vanno archiviate o dimenticate. Assaporarne i ricordi, ad esempio riguardando gli album fotografici, ci permetterà di mantenerne vive le sensazioni piacevoli e ci farà sentire ancora lontani dalla routine quotidiana. Anche riconnetterci con noi stessi, accogliere il nostro sentire e prenderci cura della nostra interiorità sono passi fondamentali da compiere per ritrovare un buon equilibrio emotivo e tornare alla routine con più serenità. Infine, se ci sentiamo sopraffatti dal senso di responsabilità, dalla tristezza, dall’angoscia o dall’insoddisfazione potrebbe essere proficuo parlarne con un professionista”.

Fonte foto: 123RF

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