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Coronavirus, dove sono i nuovi focolai e come si sono sviluppati

Si sta osservando un aumento di contagi in Italia in seguito alla nascita di alcuni focolai diffusi in tutto il Paese

La fase 3 dell’epidemia di coronavirus in Italia è costellata di piccoli focolai diffusi in tutto il Paese. Gli esperti lo avevano previsto, e i presidi istituiti per tracciare i contatti dei nuovi positivi fanno sì che i cluster restino relativamente contenuti. Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ha scritto in un post su Facebook: “Sono giorni che i dati dei contagi, ondulanti, possono indurci a pensare che la situazione sfugga di mano, ma non è così: non è in atto una recrudescenza a livello nazionale, ci sono diversi focolai ben contenuti“.

Coronavirus, l’appello di Sileri

“Se proteggiamo noi stessi e gli altri con mascherina, distanziamento e igiene, la fase di rialzo del virus non sarà una seconda ondata per come l’abbiamo conosciuta a marzo”, ha precisato il viceministro.

Nonostante il rialzo della curva dei contagi osservato nei giorni scorsi, la pressione sulle strutture sanitarie resta gestibile. Anche i pazienti ricoverati in terapia intensiva, nonostante l’incremento di ieri, sono sostanzialmente in numero stabile, in quanto i nuovi positivi sono in maggior parte asintomatici o paucisintomatici.

A favorire i nuovi incrementi sono stati, nei giorni scorsi, i rientri dalle vacanze all’estero da parte di giovani che non hanno adottato le misure precauzionali come l’utilizzo della mascherina.

Coronavirus, dove sono i nuovi focolai: la mappa

Ecco la mappa dei nuovi focolai, osservati in questi giorni. Ieri l’Asl Roma 3 del Lazio ha notificato la positività di otto ragazzi di rientro da una vacanza a Malta e uno dalla Spagna. Un commercialista romano, dopo aver scoperto la propria positività al coronavirus, ha raccontato al Messaggero di essere stato molto attento a tutte le misure, sospettando di aver contratto il virus da una tazzina di caffè lavata male.

In Lombardia, l’aumento di ieri è di 71 nuovi casi. 20 di questi nella provincia di Milano, di cui 12 nel capoluogo. Nel Mantovano è stato individuato un cluster in un’azienda agricola, definito, come riporta il Corriere della Sera, “non preoccupante”.

In Piemonte, il cluster più significativo è quello di Vercelli, che si è generato in seguito al rientro di un uomo da Santo Domingo, che avrebbe poi preso parte a una serata in discoteca dove il virus si è diffuso.

In Toscana, sono stati circoscritti due focolai di rientro da vacanze: quattro ragazzi sono risultati positivi dopo essere tornati dalla Croazia, e altri sette di ritorno dalla Grecia.

In Veneto ha destato qualche preoccupazione il focolaio in un centro di accoglienza migranti, che ha fatto impennare i contagi della regione: sono oltre 200 i positivi. Il presidente della Regione Luca Zaia ha affermato: “Queste aggregazioni non danno garanzia dal punto di vista sanitario”.

La situazione in Campania sembra sotto controllo: il focolaio scoppiato a Mondragone il mese scorso è quasi spento, riporta il Corriere della Sera.

Sono due i focolai nelle Marche, uno a Montecopiolo, piccolo comune in provincia di Pesaro-Urbino, e uno in un hotel di Porto Recanati (Macerata).

In Abruzzo, un nuovo focolaio di coronavirus si è sviluppato presso lo stabilimento Amadori di Controguerra (Teramo). Sono nove, come riporta Ansa, i casi accertati tra i dipendenti dello stesso turno di lavoro.

VirgilioNotizie | 10-08-2020 11:45

Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi Fonte foto: ANSA
Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi
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