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Cathy La Torre e l'"esperimento giuridico" fatto con Michela Murgia: l'odio per la scrittrice e le conseguenze

L'avvocata Cathy La Torre ha raccontato l'esperimento giuridico fatto assieme a Michela Murgia, scomparsa l'11 agosto scorso a causa di un tumore

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Stefano D'Alessio

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista. Laureato in Comunicazione, per anni si è occupato di sport e spettacolo. Scrive anche di attualità, cronaca e politica. Ha collaborato con importanti testate e programmi radio e tv, a livello nazionale e locale.

Cathy La Torre, avvocata, attivista, curatrice testamentaria e amica di Michela Murgia, scomparsa il 10 agosto a causa di un tumore, ha raccontato alcuni dettagli inediti della sua amicizia con la scrittrice.

L'”esperimento giuridico”

In un’intervista al ‘Corriere della Sera’, Cathy La Torre ha raccontato l'”esperimento giuridico” fatto assieme a Michela Murgia in risposta alle offese nei confronti della scrittrice recentemente deceduta.

Il racconto di Cathy La Torre: “Nel 2019 decidemmo, insieme, che non potevamo più ingoiare e basta. Bisognava rispondere in sede giudiziaria. Non con querele penali, bensì per via civile. Michela e io eravamo convinte che il reato di diffamazione sarebbe da depenalizzare e non dovrebbe intasare i tribunali penali che si occupano di reati più gravi”.

L’avvocata e la scrittrice hanno optato per la via civile con forme di giustizia riparativa, ossia tramite richiesta di risarcimento danni e richiesta di scuse. “Così, insieme, io per le mie offese, lei per le sue abbiamo avviato una sorta di esperimento giuridico”, ha spiegato Cathy La Torre.

L’avvocata e la scrittrice hanno affiancato alle cause la campagna ‘Odiare ti costa’: “È una questione di educazione digitale”, ha spiegato ancora Cathy La Torre, “perché non siamo consapevoli del male che fanno le parole che usiamo troppo disinvoltamente sui social”.

L’avvocata ha raccontato che in sede di mediazione civile “si può trovare un accordo: per esempio con una lettera di scuse e una donazione in denaro a un’associazione decisa da Michela. L’80% dei casi si sono risolti così. Michela ha partecipato a molte mediazioni e ogni volta si stupiva di come i tentativi di giustificazione fossero sempre gli stessi: ‘Non avevo capito… Non volevo offendere‘. Abbiamo decine di lettere di scuse in cui odiatori e odiatrici si pentivano, ma solo quando si trattava di dover mettere mano al portafoglio”.

Le ultime cause civili

Quando l'”odiatore” non si presenta alla mediazione o rivendica ciò che ha scritto, è possibile procedere con la causa civile per la richiesta del risarcimento del danno subito.

A questo proposito, Cathy La Torre ha detto: “Vinte tutte. E con risarcimenti altissimi per cause di questo tipo: fino a 25mila euro“. Poi ha aggiunto: “Le ultime sentenze erano bellissime in questo senso, ma Michela non ha fatto in tempo a vederle”.

La reazione di Michela Murgia alle ondate d’odio

Sulla reazione di Michela Murgia alle offese ricevute, Cathy La Torre ha raccontato: “Ricordo che nel 2021 aveva iniziato a perdere peso, quando andavamo a cena non mangiava e vomitava spesso. Le dicevo di continuo: ‘Devi farti visitare’ e lei mi rispondeva: ‘È psicosomatico!’. Riconduceva il malessere, il vomitare, l’inappetenza all’odio e agli attacchi social”. Poi è arrivata la scoperta del tumore.

In seguito alla morte di Michela Murgia, l’avvocata ha assicurato: “Porteremo avanti le cause rimaste in sospeso e ne inizieremo altre per le quali Michela ci aveva dato già l’ok. Saranno i suoi eredi a decidere ma io sono sicura che vorranno andare avanti”.

Fonte foto: ANSA
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