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Andrea Delmastro a processo per il caso Alfredo Cospito: la telefonata nel verbale della Polizia penitenziaria

Dai verbali sono emersi altri dettagli sulla vicenda del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, a processo per il caso Alfredo Cospito

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Stefano D'Alessio

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista. Laureato in Comunicazione, per anni si è occupato di sport e spettacolo. Scrive anche di attualità, cronaca e politica. Ha collaborato con importanti testate e programmi radio e tv, a livello nazionale e locale.

Dai verbali della Polizia Penitenziaria emergono nuovi dettagli sul caso del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, rinviato a giudizio dal Gup di Roma nell’ambito del procedimento che lo vede accusato di rivelazione del segreto d’ufficio in merito alla vicenda dell’anarchico Alfredo Cospito.

La difesa di Andrea Delmastro

Il ‘Corriere della Sera’ riporta il verbale della Polizia Penitenziaria. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro si è difeso così dall’accusa:

“In quanto deputato ritenevo che Donzelli avesse diritto a ricevere informazioni che erano contenute in una relazione a divulgazione limitata ma non segreta. Per me la ‘limitata divulgazione’ riguarda la catena del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ndr) ma non ha efficacia nei confronti del decisore politico. Non ho detto a Donzelli che c’era la clausola di ‘limitata divulgazione’ perché per me non c’era nessun segreto”.

Alfredo Cospito è il primo anarchico a finire al 41-bis, misura disposta nel maggio del 2022 per 4 anni.

Il racconto di Mauro D’Amico sulla telefonata di Russo

L’allora capo del Gom (Gruppo operativo mobile) Mauro D’Amico ha raccontato ai pm:

“La sera del 29 gennaio mi ha telefonato il dottor Russo (capo del Dap, ndr) dicendomi che era necessario redigere un appunto su Cospito poiché avrebbe dovuto inviarlo in via Arenula (sede del ministero della Giustizia, ndr) con urgenza”.

Il giorno successivo, dal Dap sarebbero arrivate altre sollecitazioni. Il racconto è proseguito così: “Continuavano a premere per ottenere la relazione. L’ho fatta partire in ‘riservato’ a mezzo motociclista. Mentre il motociclista partiva, le chiamate della segreteria generale insistevano, fino a che non hanno richiesto la trasmissione in Word”.

A quel punto, D’Amico avrebbe inviato una e-mail al Dap: “Il plico cartaceo è partito con la modalità ‘riservato’ per proteggere il personale che aveva relazionato dai vari istituti e la nota con e-mail in modalità ‘limitata divulgazione'”.

Perché il giudice ha ordinato il processo a Delmastro

La fretta con cui il Dap avrebbe acquisito le carte poi trasmesse ad Andrea Delmastro, si legge ancora sul ‘Corriere della Sera’, sarebbe uno degli elementi che hanno convinto il giudice a ordinare il processo per il sottosegretario alla Giustizia, nonostante la richiesta di proscioglimento dei pm.

Fonte foto: ANSA

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