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CRONACA NERA

Agitu Gudeta trovata morta in Trentino: fu simbolo d'integrazione

Trovata morta Agitu Gudeta, la donna 42enne simbolo di integrazione in Trentino. Di origini etiopi aveva fondato un'azienda agricola

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Agitu Gudeta, pastora etiope di 42 anni che da tempo viveva in Trentino e diventata simbolo di integrazione, è stata trovata morta nella sua casa in valle dei Mocheni (Trento). Pochi mesi fa aveva avviato un’azienda agricola, la Capra Felice, a Frassilongo. Secondo le prime informazioni, come riferisce l’Ansa, si tratterebbe di un omicidio. Sul corpo della donna, da quanto finora trapelato sarebbero infatti state trovate alcune lesioni. I carabinieri sono sul posto assieme al magistrato in attesa del medico legale, che potrà chiarire le cause del decesso una volta effettuato un primo esame sul corpo della quarantaduenne.

Circa due anni fa, Agitu aveva ricevuto minacce a sfondo razziale e lo scorso mese di gennaio, l’autore era stato condannato a 9 mesi per lesioni dal tribunale di Trento ma non per stalking finalizzato alla discriminazione razziale, come chiedeva l’accusa.

Agitu Gudeta, l’arrivo in Italia e il sogno della Bottega della Capra Felice

La “Bottega della Capra Felice” era stata inaugurata il giugno scorso, in piazza Venezia 12. Agitu è arrivata in Trentino nel 2010 dopo essere scappata dalle violenze e dagli scontri in Etiopia e dopo aver ricevuto diverse minacce dal governo. Sbarcata in Italia prima aveva lavorato in come barista, poi si era data alla pastorizia, all’allevamento delle capre. Con passione e dedizione è passata dall’avere 15 capi a contarne oltre 180.

“L’idea di aprire un negozio in città bolliva in pentola già da diverso tempo e l’obiettivo è quello di far capire alle persone quanto siano importanti questi punti vendita piccoli dove si possono trovare i prodotti del territorio ma che portano anche un filosofia ben precisa di comunità” spiegava Agitu alla testata ‘Il Dolomiti’.

“Fino ad oggi ho fatto fiere e mercati – narrava la pastora – e con la bottega riusciremo ad offrire anche un servizio tutti i giorni”. .

“La primavera per noi è il periodo ottimo per le vendite – proseguiva– ma con il blocco totale di tutto mi sono trovata con molti prodotti deperibili da vendere. Senza fare alcuna pubblicità le persone hanno iniziato a contattarmi, poi è partito il passaparola e in poco tempo sono riuscita a vendere tutto”.

“Qualcuno che non mangiava formaggi è venuto ad acquistarli lo stesso per sostenere l’attività che porto avanti. E’ stata una grande risposta che dimostra quando di buono c’è nelle persone e quanto ci tengono alla mia realtà”, concludeva. Nelle scorse ore il triste epilogo su cui gli agenti stanno cercando di fare chiarezza.

Fonte foto: ANSA

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