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POLITICA ESTERA

Diritto all'aborto legale in Francia inserito nella Costituzione, l'ira del Vaticano contro la storica riforma

La Francia diventa il primo Paese a inserire il diritto all'aborto in Costituzione, grazie all'approvazione in larga maggioranza in Parlamento

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Claudio Carollo

GIORNALISTA

Classe ’88, è giornalista professionista dal 2017. Scrive di cronaca e attualità economico-politica, interessandosi nel tempo di tematiche sociali e sport. Ha collaborato con diverse testate nazionali, con esperienze anche in radio.

La Francia è il primo Paese al mondo a inserire nella Costituzione il diritto all’aborto. Con il “sì” definitivo del Parlamento riunito alla reggia di Versailles, deputati e senatori hanno approvato una riforma storica introducendo l’interruzione volontaria di gravidanza nella propria Carta fondamentale.

Il voto sull’aborto in Francia

Al termine di otto mesi di infuocato dibattito politico, la riforma costituzionale è andata in porto grazie al raggiungimento senza difficoltà della maggioranza dei tre quinti del Parlamento, necessaria per modificare la Carta fondamentale della Repubblica francese.

Le due Camere si sono espresse sulla riforma nel Congresso riunito nella Salone del Aile du Midi della Reggia di Versailles, sotto la guida della presidente dell’Assemblée Nationale, Yael Braun-Pivet: sul totale degli 852 parlamentari aventi diritto, i voti favorevoli sono stati 780 e 72 i contrari.

Il momento dell’applauso dopo l’approvazione della riforma costituzionale sul diritto all’aborto

L’approvazione del Parlamento francese

“Fierezza francese, messaggio universale” è stato il commento di Emmanuel Macron all’approvazione della legge. Come previsto dal protocollo, il presidente francese non era presente alla votazione, ma al suo posto, è stato il premier Gabriel Attal a sostenere la riforma costituzionale:  “Abbiamo un debito morale” ha dichiarato davanti al Congresso, ricordando decenni di “lacrime e sangue” delle tante donne costrette ad abortire in clandestinità.

“Il diritto all’interruzione di gravidanza resta minacciato” ha proseguito Attal, citando le donne americane, ungheresi, polacche.

L’approvazione è stata accolta in Aula da un lunghissimo applauso. Per l’occasione è stata illuminata a festa anche la Tour Eiffel, dalla quale spiccava la scritta ‘Mon corps, mon choix”: in francese, “mio il corpo, mia la scelta“.

Contemporaneamente è esplosa la gioia delle migliaia di persone radunate sulla place du Trocadéro a Parigi, davanti a un maxischermo collegato in diretta con Versailles.

La reazione del Vaticano

Sull’introduzione del diritto all’aborto nella costituzione francese si è opposto il Vaticano: “Non può esserci un diritto a sopprimere una vita umana” ha ammonito la Santa Sede tramite la Pontificia Accademia per la Vita, che ha sostenuto la posizione espressa dalla Conferenza episcopale francese.

“Di tutti i Paesi europei, la Francia è l’unico dove il numero di aborti non cala ed è anche cresciuto negli ultimi due anni” hanno scritto in una nota firmata dal presidente della Conferenza, Eric de Moulins-Beaufort. In seguito all’approvazione i vescovi transalpini hanno lanciato un appello a un momento di “digiuno e preghiera”.

Il tema è tornato alla ribalta in Italia a fine gennaio, per le polemiche sulle dichiarazioni del deputato leghista Simone Bililli per il quale l’aborto non sarebbe un diritto.

Fonte foto: Getty

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