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Strage di migranti al confine con lo Yemen, guardie di frontiera saudite sparano contro centinaia di persone

Secondo un rapporto di Human Rights Watch le forze di sicurezza saudite hanno ucciso centinaia di migranti e richiedenti asilo al confine con lo Yemen

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Ubaldo Argenio

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di cultura, sport e cronaca, scrive anche di attualità, politica e spettacolo. Laureato in Scienze della Comunicazione, inizia a collaborare con testate locali di Benevento per poi passare a testate nazionali, per le quali si è occupato principalmente di approfondimenti sportivi e culturali. Lavora anche come editor.

In un nuovo rapporto, l’organizzazione non governativa internazionale Human Rights Watch ha denunciato il massacro perpetrato dalle guardie di frontiera saudite nei confronti dei migranti presenti lungo il confine yemenita: uccisioni di massa e torture, che per l’organizzazione possono rientrare nel quadro dei crimini contro l’umanità.

Il massacro al confine con lo Yemen

“Le guardie di frontiera saudite hanno ucciso centinaia di migranti etiopi e richiedenti asilo che hanno tentato di attraversare il confine tra Yemen e Arabia Saudita tra marzo 2022 e giugno 2023”. Inizia così il rapporto, presentato oggi – lunedì 21 agosto – da Human Rights Watch (HRW).

Secondo l’organizzazione non governativa internazionale, che si occupa della difesa dei diritti umani, “i funzionari sauditi stanno uccidendo centinaia di donne e bambini fuori dalla vista del resto del mondo, mentre spendono miliardi nello sport per cercare di migliorare la loro immagine”.


Il post condiviso su Facebook da Human Rights Watch dopo l’uscita del rapporto nel quale l’organizzazione denuncia il massacro dei migranti portato avanti dalle guardie di frontiera saudite

Nel rapporto, lungo 73 pagine, si parla di “uccisioni di massa” dei migranti etiopi, avvenute con armi da fuoco a distanza ravvicinata e con esplosivi, utilizzati per uccidere in un colpo solo il maggior numero di richiedenti asilo.

Un modello “diffuso e sistematico”

Secondo la HRW inoltre, gli attacchi delle guardie di frontiera avvengono in modo “diffuso e sistematico”, e si avvalgono spesso di modalità al limite della tortura, che secondo la stessa organizzazione “potrebbero costituire crimini contro l’umanità”.

Human Rights Watch ha intervistato 42 persone, tra cui 38 migranti etiopi e richiedenti asilo che hanno tentato di attraversare il confine. Oltre alle testimonianze dirette poi, il rapporto ha analizzato anche “350 video e fotografie pubblicati sui social media o raccolti da altre fonti, e diverse centinaia di chilometri quadrati di immagini satellitari”.

HRW, che ha già presentato denuncia alle autorità saudite, sottolinea che “spendere miliardi per pubblicizzare golf professionistico, squadre di calcio e grandi eventi di intrattenimento per migliorare l’immagine saudita non dovrebbe distogliere l’attenzione da questi orrendi crimini”.

Il viaggio dei migranti dall’Etiopia

Ad oggi, circa 750.000 etiopi vivono e lavorano in Arabia Saudita, molti dei quali in fuga dal conflitto e dalle sistematiche violazioni dei diritti umani presenti in Etiopia.

“Migranti e richiedenti asilo hanno affermato di aver attraversato il Golfo di Aden su navi non idonee alla navigazione – si legge nel rapporto – i contrabbandieri yemeniti li hanno poi portati nel governatorato di Saada, attualmente sotto il controllo del gruppo armato Houthi, al confine con l’Arabia Saudita”.

Le persone tentavano poi di varcare il confine in gruppo, ma molte di loro “hanno riferito di essere state attaccate da proiettili di mortaio e altre armi esplosive dalla direzione delle guardie di frontiera saudite una volta attraversato il confine”.  Le denunce di HWR per le torture e le uccisioni deliberati dei migranti in Arabia Saudita vengono denunciate regolarmente dal 2014, ma ad oggi nulla è stato fatto dal governo locale né tantomeno dalla comunità internazionale.

Fonte foto: iStock

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