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Scontro tra ministri e Fitto per tagli al Pnrr, poi il lapsus di Giorgia Meloni e la battuta sul "presidente"

La gaffe di Giorgia Meloni e la situazione difficile sul Pnrr che Fitto deve sbrogliare

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Mirko Vitali

GIORNALISTA

Giornalista esperto di politica e attualità, attento anche ai temi economici e alle dinamiche del mondo dello spettacolo. Dopo due lauree umanistiche e il Master in critica giornalistica, lavora e collabora con diverse testate e realtà editoriali nazionali

La revisione del Pnrr è una partita assolutamente non facile da giocare per la squadra dei ministri del governo MeloniRaffaele Fitto, incaricato a metter ordine tra i progetti dei vari dicasteri, sta provando a trovare una quadra dopo la ramanzina arrivata da Bruxelles, che ha chiesto all’esecutivo italiano di accelerare sui dossier se vuole vedersi riconosciuta una “flessibilità” sulle modifiche.

La lettera di Fitto

I ministri hanno spiegato la situazione in merito agli investimenti difficili da attuare. Si tratta di quei medesimi investimenti che ora sono in cima alla lista dei progetti da escludere dal Piano di ripresa e resilienza perché quasi impossibili da portare a termine entro giugno 2026.

Fitto (ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr) ha inviato una lettera ai vari dicasteri giovedì scorso per avere le informazioni utili a scrivere la revisione del Piano. L’obbiettivo è di spedire il tutto alla Commissione europea entro la metà di luglio, prima della scadenza formale del 31 agosto.

La partita sul Pnrr tra i vari ministeri

Nei prossimi giorni Fitto si dedicherà alle risposte fornite dagli altri ministeri. Risposte in cui sono contenute le ipotesi relative ai progetti da abbandonare. Come spiega La Repubblica, ad esempio, Matteo Salvini ha fatto sapere che è disposto a un ritocco sulla misura per il trasporto rapido di massa, in bilico anche i bus elettrici e qualche tratta ferroviaria.

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha assicurato che il suo dicastero porterà a compimento più della metà degli investimenti. Valditara ha caldeggiato modifiche per quel che riguarda i fondi da destinare alla riqualificazione delle scuole, sottolineando i costi lievitati a causa dell’inflazione. Inoltre l’assegnazione di tutti i lavori per gli asili nido potrebbe essere sforbiciata al 60%, se non persino rinviata, da fine giugno a dicembre.

C’è poi la partita che riguarda le relazioni tra i ministeri. Chi alza bandiera bianca su alcuni progetti libera risorse, che possono essere destinati ad altri dicasteri in grado di far andare avanti i rispettivi lavori. Ecco perché chi è alla guida dei ministeri vuole capire con precisione quali fondi ha a disposizione.

Il punto è che tutti vogliono dimostrare di essere all’altezza del compito assegnato e, di conseguenza, non rinunciare a fondi che potrebbero avvantaggiare gli altri.

C’è poi la partita più importante da giocare che va ben al di là della gara interna dei ministeri della maggioranza: il governo deve dimostrare all’Europa che la revisione partorirà dei piani fattibili e attuabili. In ballo ci sono svariati miliardi di euro, mica noccioline.

La gaffe di Giorgia Meloni

“Ho detto presidente?”. Ascoltando la traduzione dall’italiano all’inglese nel corso la conferenza stampa con Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni si è resa conto di aver chiamato Raffaele Fitto presidente anziché ministro.

“Tranquillizzo tutti, l’aver definito Fitto presidente non è una candidatura, non si sa mai…”, ha scherzato la premier, prima di cedere la parola al presidente della Commissione europea, arrivata in visita nell’area dell’Emilia-Romagna colpita dall’alluvione degli scorsi giorni.

Fonte foto: ANSA

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