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CRONACA NERA

Rivolta di 20 detenuti nel carcere di Avellino, tensione e allarme rientrato dopo l'intervento della polizia

Tensione nel carcere di Avellino per la rivolta di 20 detenuti: proteste dopo la punizione inflitta a un uomo

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Luca Bucceri

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto del mondo dello sport e della politica, scrive anche di attualità ed economia. Laureato in Scienze della Comunicazione, muove i primi passi nelle redazioni sportive di Palermo per poi trasferirsi a Milano e lavorare per importanti testate.

Sono state ore di tensione quelle anche hanno coinvolto il carcere di Avellino dove diversi detenuti, circa 20, si erano asserragliati all’interno della struttura dando il via a una vera e propria rivolta. Protesta successivamente rientrata, con polizia e carabinieri che hanno circondato il perimetro del carcere nel tentativo di far desistere i detenuti.

Rivolta nel carcere di Avellino

Secondo quanto riferito dai media locali sono stati circa 20 i detenuti che hanno fato il via alla protesta al carcere di Avellino. Qui, per alcune ore, al primo piano della casa circondariale è scoppiato il caos.

Le notizie che giungono dalla struttura informano che la manifestazione, definita come una vera e propria rivolta, sarebbe stata originata dalla punizione inflitta ad un detenuto della sezione del primo piano per motivi disciplinari. Dopo alcune ore, però, tutto è rientrato.

I detenuti, che hanno distrutto suppellettili e arredi, si erano asserragliati all’interno della struttura per protesta, ma successivamente hanno desistito e sono rientrati nelle loro celle al termine di lunghe trattative.

Sul posto, oltre ai rinforzi da parte delle forze di polizia, sono giunte diverse autorità. Sono stati informati tra gli altri il procuratore, il magistrato di sorveglianza e il garante dei detenuti. La situazione sarebbe dunque tornata sotto controllo.

Carcere circondato e trattative

L’ala del carcere in rivolta era quella dei detenuti comuni. Le forze dell’ordine, carabinieri e polizia, hanno circondato in tutto il suo perimetro il carcere che si trova nella frazione di Bellizzi del capoluogo irpino.

All’interno la direttrice dell’istituto, Concetta Felaco, e gli agenti della polizia penitenziaria, hanno portato avanti le trattative con i detenuti per convincerli a desistere dalla protesta che sarebbe stata causata, come detto, dalla punizione per motivi disciplinari inflitta ad un detenuto.

Ma già da alcuni giorni la tensione era cresciuta. Infatti ieri, martedì 16 maggio 2023, si erano verificate nel carcere alcune aggressioni contro agenti e contro il medico del penitenziario e i sindacati avevano rinnovato la richiesta al Dap di inviare ad Avellino un contingente dei reparti speciale del Gom per ristabilire “l’ordine interno da tempo messo in discussione e garantire la sicurezza del personale”.

La denuncia del sindacato della polizia penitenziaria

La rivolta nel carcere di Avellino ha acceso le polemiche da parte del presidente e segretario regionale del sindacato di polizia penitenziaria Uspp che lamentano ancora una volta la mancanza di organico in struttura.

“I poliziotti penitenziari della Campania sono in uno stato di abbandono, più volte abbiamo denunciato la situazione del carcere di Avellino dove oltre al sovraffollamento mancano 60 agenti dalla pianta organica”. hanno sottolineato in una nota Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, rispettivamente presidente e segretario regionale del sindacato di polizia penitenziaria Uspp.

I due, che hanno ribadito di aver denunciato l’emergenza più volte, definiscono “assordante” il silenzio delle istituzioni.

Fonte foto: ANSA

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