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Qatargate, revoca dell'immunità per Andrea Cozzolino e Marc Tarabella. Rinviata l'udienza di Silvia Panzeri

A che punto è l'inchiesta ormai nota come Qatargate: Cozzolino e Tarabella verso l'addio all'immunità, Panzeri rischia di finire in carcere in Belgio

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Simone Vazzana

GIORNALISTA

Giornalista professionista, è caporedattore di Virgilio Notizie. Ha lavorato per importanti testate e tv nazionali. Scrive di attualità, soprattutto di Politica, Esteri, Economia e Cronaca. Si occupa anche di data journalism e fact-checking.

Continua ad allargarsi l’inchiesta ormai nota come Qatargate, che riguarda casi di presunta corruzione al Parlamento europeo. Se ne parla ormai da diverse settimane, ma a che punto sono le indagini? Gli inquirenti di Bruxelles hanno ufficialmente avanzato la richiesta di revoca dell’immunità parlamentare a due eurodeputati: si tratterebbe di Andrea Cozzolino e Marc Tarabella. Intanto, è stata rinviata l’udienza di Silvia Panzeri, figlia dell’ex eurodeputato Pier Antonio, che rischia di essere trasferita dalle carceri italiane a quelle del Belgio.

Verso la revoca dell’immunità parlamentare

La Procura di Bruxelles non ha rilasciato commenti, limitandosi a confermare di aver presentato la richiesta di revoca dell’immunità per due eurodeputati, senza specificarne i nomi.

Secondo due quotidiani del Belgio, ‘Le Soir’ e ‘Knack’, si tratterebbe dell’italiano Andrea Cozzolino (Pd) e del belga (di origini italiane) Marc Tarabella, socialista, già sospeso dal partito a inizio inchiesta.

I loro nomi erano già finiti nelle notizie sulle carte del Qatargate, tanto che l’abitazione di Tarabella era stata perquisita alla presenza della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola (come previsto dalla legge belga) lo scorso 10 dicembre, il giorno dopo l’arresto – tra gli altri – del compagno di Eva Kaili, Francesco Giorgi (assistente parlamentare di Cozzolino) e dell’ex eurodeputato ed ex sindacalista Pier Antonio Panzeri, lobbista, fondatore della ong Fight Impunity e ritenuto figura centrale nelle presunte manovre per ammorbidire la posizione delle istituzioni a favore del Qatar, del Marocco e persino della Mauritania.

Come spiega il sito ufficiale del Parlamento europeo, l’immunità “non è un privilegio personale dei deputati, ma garantisce che ciascuno di loro possa esercitare liberamente il proprio mandato senza essere esposto a una persecuzione politica arbitraria. L’immunità parlamentare in quanto tale assicura quindi l’indipendenza e l’integrità del Parlamento nel suo complesso”.

Senza l’immunità, di fatto, gli europarlamentari potranno essere ricercati, detenuti o perseguiti.

Subito rinviata l’udienza di Silvia Panzeri

È cominciata davanti alla Corte d’Appello di Brescia, ed è stata subito rinviata al prossimo 16 gennaio, l’udienza per decidere la consegna o meno al Belgio di Silvia Panzeri (presente in aula), figlia dell’ex eurodeputato Pier Antonio, anche lei tra gli arrestati nell’ambito del Qatargate.

I giudici, lo scorso 20 dicembre, avevano accolto una questione con cui la difesa aveva evidenziato le condizioni critiche delle carceri del Belgio, e avevano rimandato l’udienza proprio a martedì 3 gennaio, in attesa di verificare la situazione tramite l’invito di una relazione da Bruxelles.

L’auto della polizia penitenziaria, con a bordo Silvia Panzeri, raggiunge il Tribunale di Brescia, 20 dicembre 2022

La documentazione, però, come è stato riferito, non è arrivata.

Cosa succede adesso

Sia Andrea Cozzolino (già sospeso dal Pd) sia Marc Tarabella, tramite i rispettivi avvocati, hanno chiesto di essere sentiti al più presto dagli inquirenti belgi, per potersi difendere dalle accuse mosse contro di loro.

Il prossimo passo dell’inchiesta dovrebbe consistere nell’ultimazione della procedura di urgenza per la revoca dell’immunità dei due europarlamentari, che sarà ufficialmente aperta dalla presidente Metsola alla prima plenaria utile dell’Eurocamera, lunedì 16 gennaio, a Strasburgo.

Metsola, intanto, ha chiesto a tutti i servizi del Parlamento e alle commissioni di dare priorità alla vicenda per concluderla entro il 13 febbraio, quando si riunirà la nuova plenaria.

“I responsabili troveranno questo Parlamento dalla parte della legge. La corruzione non può pagare e noi faremo di tutto per combatterla“, ha aggiunto.

Dopo la comunicazione della presidente all’aula, secondo regolamento, la richiesta passerà alla Commissione affari giuridici del Parlamento, che nominerà un relatore e ne discuterà a porte chiuse, eventualmente disponendo audizioni, ed elaborerà quindi il proprio parere per l’assemblea con una raccomandazione di voto.

Quindi, l’Eurocamera si pronuncerà a maggioranza semplice.

Fonte foto: ANSA

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