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Primo braccialetto elettronico d'urgenza per stalking, ragazza perseguitata e pedinata a Monza dopo un flirt

Primo braccialetto elettronico d’urgenza per stalking in Italia: applicato a Monza, a un uomo di 30 anni che pedinava e perseguitava una ragazza

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Ubaldo Argenio

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di cultura, sport e cronaca, scrive anche di attualità, politica e spettacolo. Laureato in Scienze della Comunicazione, inizia a collaborare con testate locali di Benevento per poi passare a testate nazionali, per le quali si è occupato principalmente di approfondimenti sportivi e culturali. Lavora anche come editor.

È stato applicato, per la prima volta in Italia, il braccialetto elettronico “d’urgenza”. È il primo caso, da quando è stato varato il nuovo Ddl contro la violenza delle donne, e riguarda un 30enne di Monza che, nonostante le denunce per stalking di una ragazza con la quale aveva avuto un flirt, continuava a pedinarla e perseguitarla.

Il braccialetto elettronica d’urgenza a Monza

Per la prima volta in Italia, a Monza, una persona è stata raggiunta da una delle misure indicate nel nuovo Ddl contro la violenza sulle donne, entrato in vigore lo scorso 9 dicembre.

Si tratta di un uomo di 30 anni, residente in un comune dell’hinterland a sud di Monza, che era già stato segnalato e denunciato per stalking dalla una ragazza con la quale aveva avuto un flirt.

Monza, la città nella quale è stata applicata per la prima volta una delle misure presenti nel nuovo Ddl contro la violenza sulle donne, ovvero il braccialetto elettronico “d’urgenza”

La misura è stata imposta, nella serata di martedì 12 dicembre, dal Gip del Tribunale di Monza, che a seguito di un giudizio per direttissima ha disposto, oltre alla condanna, l’applicazione dei un braccialetto elettronico “d’urgenza”.

La denuncia per stalking

Il 30enne brianzolo non aveva accettato la decisione della donna di non portare avanti una relazione, iniziando a pedinarla e perseguitarla. L’uomo, che aveva precedenti penali e di polizia per rissa, danneggiamento e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, era stato denunciato dalla ragazza lo scorso aprile.

È arrivato quindi il giudizio per direttissima del Gip, che aveva condannato l’uomo in primo grado ad anni 1 e mesi 6 di reclusione, in aggiunta al divieto di ingresso a Monza. Una condanna che a quanto pare non ha però fatto demordere il 30enne.

Nei mesi, infatti, la stalker aveva iniziato a seguire la giovane ovunque, tappezzando la sua macchina di striscioni con le frasi della ragazza e appostandosi nei pressi della fermata del bus utilizzata dalla donna per recarsi a lavoro, seguendo poi il mezzo. In una di queste occasioni era poi stato arrestato in flagranza di reato dalla Squadra Mobile di Monza.

L’applicazione del braccialetto elettronico d’urgenza

Tutti questi evidenti segnali di squilibrio hanno portato il questore Salvatore Barilaro a proporre l’applicazione della nuova misura prevista dal Ddl, che è stata approvata dal presidente della sezione autonoma Misure di Prevenzione di Milano, Giuseppe Cernuto.

Il Ddl prevede infatti l’applicazione del braccialetto anche per la sola presenza di “reati spia o minacce”, come configuratosi in questo caso.

Come riportato in una nota della Questura brianzola, “il soggetto destinatario può prestare consenso all’installazione, come avvenuto nel caso di specie; in caso di rifiuto, nel Decreto è stato stabilito un obbligo di presentazione alle Forze di Polizia per tre volte a settimana. Qualora l’uomo dovesse manomettere il dispositivo o non si attenesse al divieto di avvicinamento, la nuova legge ha introdotto un’autonoma fattispecie di reato che prevede la reclusione da uno a cinque anni e l’arresto anche fuori dei casi flagranza”.

Fonte foto: 123RF

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