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Perché si pensava che la guerra tra Russia e Ucraina sarebbe potuta finire proprio il 9 maggio a Mariupol

Continuano gli attacchi e la pace sembra lontana, perché si è pensato che nella data del 9 maggio potesse finire la guerra tra Russia e Ucraina

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Eleonora Lorusso

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2001, ha esperienze in radio, tv, giornali e periodici nazionali. Conduce l’annuale Festival internazionale della Geopolitica europea. Su Virgilio Notizie si occupa di approfondimenti e interviste, in particolare su Salute, Esteri e Politica.

Della data del 9 maggio si parla da settimane, esattamente dal 18 marzo scorso, quando a indicare un possibile accordo di pace entro questo termine era stato il capo negoziatore ucraino, Mykhailo Podolyak, in una intervista concessa ai media polacchi. Da quasi due mesi si intravede la possibilità della fine del conflitto armato con parole che oggi risuonano come fin troppo entusiastiche: “È possibile un accordo entro 10 giorni”.

Così non è stato, perché se è vero che nel frattempo le truppe russe hanno cambiato la propria strategia, convergendo verso il sud est dell’Ucraina e di fatto abbandonando il terreno a Kiev, è altrettanto vero che resta l’imperativo, per Mosca, di porre fine all’offensiva. E la data, per parecchio tempo, è rimasta quella simbolica del 9 maggio, ossia della vittoria della Russia contro il nazismo. Ma negli ultimi giorni qualcosa è cambiato.

La parata russa a Mariupol il 9 maggio

Proprio per il fatto che il 9 maggio rappresenta una data simbolica di così alto valore per il Cremlino, era prevedibile che il presidente russo, Vladimir Putin, volesse arrivare a poter far sfilare realmente le proprie truppe per le vie dell’Ucraina, in particolare per quelle di Mariupol.

La scelta della città non è stata casuale. È lì, infatti, che si è concentrata l’offensiva delle forze russe delle ultime settimane. Ed è lì che, ancor prima, erano stati condotti gli attacchi più massicci, come quello al teatro, andato distrutto, utilizzato come bunker anche da alcuni civili.

È lì che si sono condotti i combattimenti più aspri, anche perché la caduta della città ha rappresentato il primo vero successo del conflitto dall’inizio dall’invasione russa in Ucraina, datato 24 febbraio.

Vladimir Putin durante la celebrazione dell’8° anno dalla riunificazione  della Crimea con la Russia

Dalla vittoria contro la Germania nazista a quella contro le milizie “filonaziste” ucraine

Simbolicamente, inoltre, c’è un altro motivo per cui Mosca avrebbe avuto interesse a poter celebrare l’anniversario del 9 maggio con una parata in terra ucraina e, in particolare, in una città del sud del Paese.

Mariupol, infatti, si trova vicina al Donbass, la regione separatista filorussa dove, secondo Mosca, dal 2014 sono in corso scontri anche molto efferati tra la popolazione russofona e le milizie del battaglione Azov, considerato “filonazista”.

A unire la Parata della Vittoria del ’43 e quella del 2022, dunque, sarebbe il successo contro la stessa matrice filonazista. Come spiegavano alcune settimane fa fonti russe, infatti, la parata rappresenterebbe la celebrazione dei “successi degli eroici militari russi”.

La risposta di Volodymyr Zelensky: “Non temiamo il 9 maggio”

Ma proprio in vista del 9 maggio era arrivata anche la risposta del leader ucraino, Volodymyr Zelensky: “Non abbiamo paura del 9 maggio e siamo tranquilli all’idea che la Russia possa utilizzare questa data per mostrare la sua presunta vittoria”.

“Sappiamo che Mosca prevede di organizzare delle manifestazioni nei territori occupati per la festa del 9 maggio. Penso che sia un grande errore”, ha aggiunto il presidente ucraino.

La Parata della Vittoria: dai precedenti anniversari alle alte uniformi in Ucraina

Sta di fatto che il 9 maggio rappresenta un giorno importante per l’orgoglio della Russia, che è stato sempre celebrato, con cadenza annuale, almeno fino al 2019.

L’anno dopo si è dovuta cancellare la Parata tradizionale, a causa dell’emergenza pandemica da Covid-19, che ha reso impossibile far sfilare le truppe sulla Piazza Rossa di Mosca.

Lo stesso è accaduto nel 2021, ma per il 2022 si era pronti a tornare a organizzare un evento in grande stile. Lo scoppio della guerra in Ucraina ha costretto a rivedere i programmi.

Da qui l’idea di organizzare una Parata in territorio ucraino, con il doppio valore di affermare la superiorità militare russa e il successo di 77 anni fa.

A conferma della convinzione di poter celebrare la ricorrenza sul campo di battaglia c’era stata la notizia secondo cui molti soldati russi sarebbero partiti alla volta dell’Ucraina con al seguito le alte uniformi, quelle da cerimonia appunto.

A far trapelare la notizia erano state le autorità di Kiev, dopo la cattura di alcuni militari di Mosca. Gli stessi prigionieri avrebbero riferito di aver ricevuto dai propri superiori la comunicazione che la guerra sarebbe terminata entro il 9 maggio, con successiva celebrazione della vittoria.

Kalachova, vicesindaca russa di Mariupol: “L’evento ci sarà senza dubbio”

Una ulteriore conferma dell’intenzione di non perdere l’occasione, quantomeno per portare a casa un successo sul campo di battaglia, era arrivata dalle parole della vicesindaca di Mariupol, nominata da Mosca. Viktoria Kalachova, citata dall’agenzia Tass, ha dichiarato: “L’evento si terrà senza alcun dubbio. La popolazione di Mariupol lo aspetta”.

Naturalmente una simile celebrazione sarebbe potuta avvenire solo se la città fosse stata realmente sotto completo controllo russo, fatto sul quale il presidente americano, Joe Biden, ha continuato a nutrire dubbi anche dopo l’annuncio della presa da parte delle autorità russe. “Mancano indizi e prove”, aveva affermato il capo della Casa Bianca.

La parata, però, c’è stata: le e immagini sono state pubblicate da Nexta Tv, media indipendente bielorusso. In testa alla sfilata Denis Pushilin, capo dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, e dietro un enorme e lungo drappo grigio e arancione che copre l’intera strada. Nessun mezzo militare, ma solo persone – per la maggior parte in abiti civili – che tengono il drappo ai lati della strada, cantano e sventolano qualche bandiera rossa.

I russi annullano la parata del 9 maggio nel Donbass

Le autorità russe, intanto, hanno annullato la parata militare del 9 maggio nelle autoproclamate repubbliche indipendenti di Donetsk e Lugansk, nell’Ucraina orientale. Lo ha annunciato il primo vice capo dell’amministrazione presidenziale russa Sergei Kiriyenko, citato dall’agenzia di stampa ucraina Unian.

La parata “a Donetsk e Lugansk è ancora impossibile da tenere. Ma quel tempo arriverà presto e le parate della vittoria passeranno per le strade del Donbass”, ha detto Kiriyenko.

Fonte foto: ANSA

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