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Partorisce dopo il trapianto di utero, a Catania il primo caso in Italia e il sesto nel mondo

Albina, donna residente a Gela, era nata senza utero a causa di una malattia rara: dopo il trapianto, ha partorito con successo la piccola Alessandra

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Arriva da Catania una delle notizie che rimarranno di certo nella storia recente del nostro Paese. Tutto è successo all’ospedale Cannizzaro dove Albina, una donna residente a Gela, si è recata per partorire al termine della gravidanza, dando alla luce sua figlia Alessandra.

L’unicità di questo racconto sta nel fatto che la piccola è la prima bambina in Italia nata da una donna alla quale è stato impiantato l’utero di una persona deceduta. Si tratta solamente del sesto caso a livello mondiale.

La storia di Albina, ragazza siciliana che ha partorito con successo dopo che le era stato impiantato l’utero

Stando a quanto riportato dalle agenzie di stampa e dalle testate locali, Albina era giunta presso il polo ospedaliero di Catania nella giornata di lunedì 29 agosto, quando aveva accusato forti contrazioni e dolori tipici della gravidanza. Vista la delicatezza del caso, i medici dell’ospedale Cannizzaro hanno optato per un parto cesareo, avvenuto nella serata di martedì.

I timori dei genitori per la salute della piccola erano molti, ma Alessandra ha trascorso questi giorni in piena salute e al momento rimane sotto osservazione presso il reparto pediatrico. Per ora la madre ha potuto vederla solamente in fotografia, in quanto era entrata in ospedale dopo essere risultata positiva al Covid-19 (rimanendo poi asintomatica).

Bambina nasce da una madre che aveva ricevuto l’utero con un trapianto: primo caso in Italia a Catania

Una storia lunga oltre quattro anni quella di Albina, nata con la sindrome di Rokitansky, una patologia congenita rara che causa la mancanza dell’utero e l’impossibilità di avere figli. Ma il desiderio della donna era troppo forte e così nel 2018 ha iniziato a rivolgersi ai medici catanesi, chiedendo la possibilità di sottoporsi ad un trapianto.

Poi, in piena pandemia, la notizia di una signora di Firenze morta per un’emorragia cerebrale: la donna in passato aveva espresso la volontà di donare gli organi al momento del decesso. E così – dopo i dovuto accertamenti sulla compatibilità – Albina ha potuto ricevere l’utero nella sala operatoria del reparto di Ostetricia e Ginecologia. Due anni dopo il cerchio si chiude e ora la sua bambina porta il nome di quella donna fiorentina che le ha permesso di nascere.

Fonte foto: Ansa repertorio

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