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Natale: governo diviso, Conte annuncia una nuova stretta

Il premier Conte ha annunciato una nuova stretta per le festività natalizie: le ipotesi in campo

“Abbiamo già predisposto un piano dedicato specificamente alle feste natalizie. Ci stiamo riflettendo. Dobbiamo scongiurare ad ogni costo una terza ondata“. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una intervista a La Stampa, preannunciando nuove restrizioni per Natale. Una nuova stretta in arrivo che era già stata anticipata dai ministri Speranza e Boccia.

Come riporta il Corriere della Sera, il governo, alle prese con le fibrillazioni interne alla maggioranza e a rischio tenuta, ha chiesto al Comitato tecnico scientifico di mettere nero su bianco le proposte per le nuove chiusure.

Anche perché il governo appare diviso sulla direzione da prendere, con Conte restio ad introdurre altre restrizioni per le inevitabili conseguenze economiche che ne deriveranno, in particolare per i settori del commercio e della ristorazione.

Mentre alcuni ministri, a partire dai dem Speranza, Boccia e Franceschini, spingono per il lockdown, sulla scia di quanto fatto in Germania da Angela Merkel, con una situazione epidemiologica migliore della nostra.

Posizioni diverse anche all’interno della maggioranza e degli stessi partiti, come mostra la mozione depositata in Senato da parlamentari dem sull’allentamento dei divieti agli spostamenti tra comuni a Natale e Capodanno.

Nuove chiusure, la posizione del Cts

Il Cts tornerà a riunirsi nella giornata di oggi per mettere a punto le proposte da presentere al governo, a cui spetterà poi la decisione. Sulla scorta degli ultimi dati gli esperti hanno già chiesto un lockdown nel periodo di Natale.

Secondo l’ultimo monitoraggio, l’incidenza dei nuovi casi è di 193 ogni 100mila abitanti, un numero ancora troppo alto per permettere un corretto tracciamento (la cui soglia di allerta è 50 casi ogni 100mila abitanti).

Inoltre la pressione sulle strutture sanitarie è ancora molto alta in oltre metà del Paese e il numero delle vittime ancora troppo elevato per consentire un allentamento delle misure, con gran parte delle regioni in zona gialla.

Altro indicatore da considerare l’indice Rt, attualmente a 0,8: non troppo elevato ma vicino alla soglia di rischio di 1, considerando anche le imminenti festività e la stagione invernale appena iniziata. Dopo il lockdown di primavera l’indice Rt era sceso a 0,5, con l’estate alle porte. Una situazione ben diversa.

Nuove chiusure, le ipotesi

Le ipotesi sul piatto prevedono una sorta di lockdown nazionale dal 24 dicembre al 6 gennaio, con l’istituzione di una “zona arancione” su tutto il territorio nazionale. Quindi estensione del divieto di uscita dal proprio comune e chiusura totale di ristoranti e bar.

Un’altra opzione prevede di trasformare, negli stessi giorni, l’intero Paese in “zona rossa”, chiudendo anche i negozi, vietando gli spostamenti non essenziali fuori dalla propria abitazione ma lasciando un margine di flessibilità per il giorno di Natale, in modo da garantire, tra le varie cose, la partecipazione ai riti religiosi.

Possibili anche soluzioni più soft, con le chiusure limitate ai soli giorni festivi e prefestivi, quindi 24-25-26-27-31 dicembre e 1-3-6  gennaio. O con l’ipotesi di affiancare alla chiusura di bar e ristoranti un rafforzamento del coprifuoco per l’intero periodo di festa. Il nuovo limite potrebbe scattere alle 18 o alle 20, in modo da “bloccare” cenoni, aperitivi e feste in abitazioni private.

VirgilioNotizie | 15-12-2020 09:17

Zona rossa a Natale e Capodanno: tre scenari, quando si decide Fonte foto: Ansa
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