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Giulio Regeni, l'appello di Flavio Insinna a Conte e Di Maio

Il conduttore televisivo, Flavio Insinna, ha rivolto un appello a Conte e Di Maio nel quinto anniversario della scomparsa di Giulio Regeni

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Cinque anni fa veniva rapito in Egitto Giulio Regeni. Sui social, soprattutto su Twitter, l’hashtag #RichiamoAmbasciatore è diventato virale. Così come gli appelli di tantissimi utenti, tra cui anche qualche volto noto. È il caso per esempio del conduttore televisivo Flavio Insinna, che attraverso un video ha ricordato il rapimento e l’uccisione del dottorando dell’Università di Cambridge, rapito il 25 gennaio 2016. Il volto della Rai ha quindi fatto una richiesta precisa al premier Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Giulio Regeni, l’appello di Flavio Insinna a Conte e Di Maio

“Verità per Giulio Regeni. Verità per Giulio Regeni. Non ci stancheremo mai di dirlo, di ripeterlo. Non ci stancheremo mai di chiedere verità per Giulio Regeni”. Queste le parole pronunciate in un video da Flavio Insinna, condiviso sul proprio account Twitter.

Il conduttore tv ha anche scritto alcune righe di accompagnamento: “Cinque anni fa Giulio Regeni veniva rapito, per essere torturato e poi ucciso dai servizi segreti egiziani. Ci uniamo alla famiglia per chiedere a Giuseppe Conte e Luigi Di Maio verità e giustizia, richiamare l’ambasciatore e fermare gli accordi con chi tortura”.

Giulio Regeni, cosa sappiamo fino ad ora

Giulio Regeni è scomparso al Cairo, in Egitto, il 25 gennaio 2016: nove giorni dopo, il 3 febbraio, il suo cadavere è stato trovato in strada, abbandonato su un lato. Il suo corpo presentava segni di tortura.

Regeni aveva 28 anni e si trovata in Africa in quanto ricercatore dell’Università di Cambridge: stava lavorando a una tesi di dottorato sui sindacati egiziani.

Pochi giorni fa la Procura di Roma ha chiesto, dopo anni di indagini, il rinvio a giudizio per quattro persone dei servizi di sicurezza d’Egitto, con l’accusa di aver sequestrato, torturato e ucciso Regeni.

Le autorità egiziane però hanno deciso di non collaborare con la giustizia italiana, conducendo un processo autonomo: a differenza dell’Italia, dice che gli assassini sono ignoti.

Secondo questa ricostruzione, giudicata inattendibile dalla Procura di Roma, una presunta banda di truffatori avrebbe rubato gli effetti personali di Regeni, fingendo di appartenere alla polizia locale.

Nel giorno del quinto anniversario dalla scomparsa di Giulio Regeni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiarato di attendersi “piena e adeguata risposta da parte delle autorità egiziane, sollecitate a questo fine, senza sosta, dalla nostra diplomazia”.

Fonte foto: ANSA

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