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Concorsi truccati, terremoto all'università di Palermo: arrestati un primario e la figlia chirurgo

Concorsi truccati all'Università di Palermo, arrestati padre e figlia. Notificati anche provvedimenti d'interdizione ai pubblici uffici a 11 indagati

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Nelle scorse ore, i carabinieri del Nas hanno eseguito un’ordinanza agli arresti domiciliari nei confronti di un ex professore e direttore del dipartimento di chirurgia del Policlinico, ora in pensione, e della figlia, chirurgo plastico all’ospedale Civico di Palermo: i due avrebbero truccato dei concorsi per professori ordinari e ricercatori universitari al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo.

Notificati anche provvedimenti d’interdizione ai pubblici uffici, per la durata di 12 mesi, con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, a 11 indagati. Altre dieci persone sono indagate in stato di libertà.

Palermo, concorsi universitari truccati: chi sono gli indagati

A coloro che sono finiti nel mirino degli inquirenti vengono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione, peculato, turbata libertà di scelta del contraente, truffa, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, falso ideologico in documenti informatici, calunnia e abuso d’ufficio.

Tra gli undici destinatari del provvedimento d’interdizione, cinque sono al dipartimento del Policlinico (un ex ordinario, un ordinario in servizio, un professore associato, un ricercatore, un infermiere); un altro è ordinario e direttore del dipartimento di discipline chirurgiche, oncologiche e stomatologiche.

Uno è il figlio dell’ex professore universitario e direttore del dipartimento di chirurgia del policlinico, che all’epoca dei fatti prestava servizio al policlinico di Messina e in atto è dipendente del Policlinico di Palermo.

Quattro sono professori ordinari di chirurgia in servizio nelle università di Roma (Campus bio-medico), Napoli (Vanvitelli) e Messina, i quali hanno ricoperto le funzioni di presidenti e membri di commissioni nell’ambito di diversi concorsi universitari.

Un frame tratto da un video fornito dai Carabinieri dei NAS

Palermo, così venivano truccati i concorsi universitari truccati

L’inchiesta è iniziata quasi tre anni fa, nel giugno del 2019, quando un medico del policlinico di Palermo ha sporto una denuncia in cui segnalava atteggiamenti illeciti del direttore di un dipartimento dell’ospedale che avrebbe influenzato un concorso universitario per la nomina di un ordinario.

Secondo i Carabinieri del Nas di Palermo, gli indagati truccavano i concorsi attraverso un “patto dell’alternanza”: i candidati da far emergere erano collegati a uno o all’altro complice. Le operazioni sarebbero state gestite anche grazie alla collusione di altri membri delle commissioni, sovente designati fra soggetti a loro vicini.

Differenti i metodi usati dalle persone coinvolte. Si influiva sulle modalità dei criteri di valutazione dei candidati e dei loro titoli oppure si raccoglievano informazioni che avrebbero dovuto restare segrete con la collaborazione di membri delle commissioni. E ancora, si lavorava sottotraccia sui punteggi provvisori attribuiti dai commissari ai candidati allo scopo di far redigere nuove graduatorie provvisorie o inserire, nei verbali di riunione delle commissioni, criteri di selezione più favorevoli ai candidati di loro gradimento.

Nell’indagine è emerso anche che a volte si ricorreva all’invio di lettere, di cui veniva raccomandata l’immediata distruzione dopo la lettura, nelle quali venivano segnalati i candidati di gradimento.

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