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Atterrato a Ciampino il volo degli italiani evacuati dal Sudan: il video e le prime parole

"Abbiamo visto la morte attorno a noi", queste le prime parole degli italiani atterrati a Ciampino in fuga dal Sudan. Ecco il video del loro arrivo

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Luca Mastinu

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista, scrive di cronaca nera e attualità. Muove i primi passi nel fact checking per poi appassionarsi al mondo dell'informazione. Collabora con altre testate e siti web, esperto di musica.

Il primo volo con gli italiani in fuga dal Sudan è atterrato all’aeroporto di Ciampino. Gli organi di stampa hanno diffuso le prime immagini dopo il discorso del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sono 96 i connazionali ora in salvo sul suolo italiano con la collaborazione del governo. “Abbiamo visto la morte intorno a noi”, dicono quasi in un grido liberatorio dopo aver respirato la paura per le tensioni tra militari e paramilitari che in questi giorni stanno dilaniando il Sudan.

Atterrato il volo degli italiani in fuga dal Sudan

Sono tornati in Italia con un volo di Stato partito da Gibuti.

Ad attenderli all’aeroporto di Ciampino c’era il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che non ha nascosto una certa emozione dal momento che l’impresa del governo italiano è perfettamente riuscita.

Sono atterrati a Ciampino gli italiani in fuga dal Sudan. Ad attenderli il ministro degli Esteri Antonio Tajani

Le parole di Tajani, che ha atteso il loro arrivo: “Felice e orgoglioso di accogliere i connazionali di rientro dal Sudan. Operatori umanitari, diplomatici e militari che con impegno e dedizione ancora una volta hanno fatto onore all’Italia. Grazie all’Unità di crisi, al ministero della Difesa e a Palazzo Chigi”.

Tra i passeggeri che lasciano il velivolo si consumano sorrisi, sospiro di sollievo e gesti di “ok” per far capire ai loro cari accorsi per riabbracciarli che tutto è filato liscio e che ora sono finalmente in salvo.

Le prime dichiarazioni

“Stiamo bene”, questa la frase ricorrente riportata da ‘Ansa’.

Toccante il racconto di Costanza Matafù ripreso da ‘Huffington Post’. Messinese di 34 anni, ha detto: “Abbiamo visto la morte attorno a noi, ma ora siamo al sicuro. Li è molto pericoloso. Abbiamo sentito rumore di bombe e di spari. Non me l’aspettavo. Avevamo sentito di soldati ma non pensavamo che sarebbe successo questo. Siamo scioccati, non avevamo mai vissuto una simile esperienza”.

C’è anche una coppia proprietaria di un ristorante a Khartoum. Percepito il pericolo si sono rivolti all’ambasciata: “Ci hanno aiutati”, raccontano.

Il conflitto in Sudan

Le tensioni in Sudan sono scoppiate il 15 aprile. Nel conflitto si fronteggiano l’esercito regolare e le Rapid Support Forces (Rfs), e tutto è scoppiato a causa del mancato accordo tra le due forze per costituire un unico esercito per governare il Paese.

I primi sono sotto il comando di Fattah al Burhan, gli ultimi rispondono a Mohamed Hamdan Dagalo, entrambi uomini fedeli all’ex dittatore Omar al-Bashir.

Per questo si parla di guerra civile, con tensioni che fino ad oggi hanno totalizzato circa 400 morti tra cui molti civili.

A nulla, per il momento, sono serviti i tentativi di distensione da parte delle diplomazie occidentali e orientali. Secondo gli ultimi aggiornamenti comunicati dal segretario americano di Stato Antony Blinken i due schieramenti avrebbero accordato un cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte del 25 aprile che si protrarrà per tre giorni.

Fonte foto: ANSA

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