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Vaccino Johnson & Johnson, sospensione in Europa: cosa succede

Gli Stati Uniti d'America hanno chiesto la sospensione del vaccino anti Covid di Johnson & Johnson e l'azienda ha interrotto le forniture in Europa

Nel giorno in cui in Italia arrivano le prime dosi del vaccino anti Covid di Johnson & Johnson, gli Stati Uniti d’America ne chiedono la sospensione, dopo alcuni casi di coagulazione. La notizia è stata lanciata dal ‘New York Times’, che ha sottolineato che la Food and Drug Administration e i Centers for Disease Control interromperanno l’utilizzo del vaccino nei siti federali e solleciteranno gli Stati a fare lo stesso, in attesa delle indagini sui problemi di sicurezza.

Per questo la stessa azienda azienda ha deciso di interrompere temporaneamente la fornitura delle fiale in Europa, in attesa dell’esame anche da parte delle autorità europee sui casi rilevati. “Abbiamo preso la decisione di ritardare la distribuzione del nostro vaccino Covid 19 in Europa“, è stata la scelta “proattiva” comunicata dal gruppo farmaceutico Usa.

Dopo un vertice al ministero della Salute, Roberto Speranza ha dichiarato che il vaccino di Johnson&Johnson è importante e “dovrà essere utilizzato” in Italia, ma sulla valutazione ci sarà una comunicazione nei prossimi giorni in coordinamento con l’Agenzia europea del farmaco.

La sospensione è legata a 6 casi verificatesi negli Stati Uniti d’America.

I sei soggetti hanno sviluppato una malattia rara che coinvolge coaguli di sangue nelle due settimane successive alla vaccinazione.

Tutti e sei i casi di malattia rara hanno riguardato donne di età compresa tra i 18 e i 48 anni, secondo quanto scritto dal ‘New York Times’, che ha citato funzionari informati sul caso. Una di queste è morta mentre una seconda, in Nebraska, è stata ricoverata in condizioni critiche.

Finora, negli Stati Uniti d’America, circa 7 milioni di persone hanno ricevuto il vaccino Johnson & Johnson.

La Food and Drug Administration, l’agenzia regolatoria per i medicinali degli Stati Uniti d’America, ha confermato su ‘Twitter’: “Raccomandiamo una pausa nell’uso di questo vaccino per cautela”.

“Stiamo collaborando a stretto contatto con gli esperti e le autorità sanitarie e sosteniamo fortemente una comunicazione trasparente ai professionisti della Sanità e ai cittadini”, si legge nella nota inviata da Johnson&Johnson.

Vaccino Johnson & Johnson, Usa chiedono sospensione: cosa succede in Italia

Il ministro della Salute Roberto Speranza si è espresso così chiarendo quale sarà la posizione dell’Italia sulla sospensione e i casi sospetti di trombosi: “Abbiamo fatto oggi pomeriggio una riunione con i nostri scienziati e chiaramente con l’Agenzia italiana del farmaco, siamo in collegamento con l’agenzia europea Ema e valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli americani ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada migliore. Ma penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante”.

Speranza ha spiegato “la scelta statunitense è una scelta precauzionale” e la “scelta di Johnson & Johnson di non immettere immediatamente in commercio il vaccino in Europa è anch’essa una scelta di natura precauzionale. Il nostro auspicio – ha sostenuto Speranza – è di poter al più presto sciogliere questi nodi e usare anche questo vaccino che sarebbe il quarto, e che a noi serve particolarmente”. Lo riporta l’Adnkronos.

È l’esito della riunione al ministero della Salute, convocata con la partecipazione dei vertici dell’Agenzia italiana del farmaco per prendere una decisione in merito ed evitare le indecisioni provocate col precedente di AstraZeneca.

Lo ha chiesto anche Alessio D’amato, assessore alla Sanità del Lazio, invocando che sul vaccino di Johnson&Johnson “ci sia una decisione rapida, chiara, definitiva, senza tentennamenti e incertezze. Bisogna evitare di fare ciò che è stato fatto con il vaccino AstraZeneca” come riportato da Repubblica.

“Le autorità si pronuncino con una voce sola anche perché negli Usa si trovano in una situazione totalmente diversa avendo già somministrato alla popolazione milioni di dosi. Mi auguro che si mantenga un livello di razionalità e di pragmatismo, il rischio di una tempesta perfetta è molto alto” aggiunge.

La replica di Johnson & Johnson

Come riportato dal ‘Corriere della Sera’, Johnson & Johnson aveva subito replicato alle notizie provenienti dagli Stati Uniti, specificando che “non sono al momento stabiliti legami causali” tra il vaccino e i rari eventi tromboembolici.

Vaccino Johnson & Johnson: cosa dicono gli esperti

Su ‘Twitter’, Roberto Burioni ha commentato così la notizia: “Il vaccino Johnson & Johnson è simile a quello AstraZeneca e simili purtroppo potrebbero essere anche gli effetti collaterali. Indispensabile una sorveglianza accurata e un’attenzione particolare alla comunicazione”.

Sempre sul medesimo social network, Antonella Viola, immunologa dell’università di Padova, ha scritto: “La Fda sospende in via precauzionale il vaccino J&J a causa di 6 eventi di trombosi in donne giovani. Anche Ema sta rivalutando i dati a disposizione per il vaccino J&J. Speriamo davvero che, almeno in questo caso, ci si muova tutti in maniera coordinata”.

Vaccino Johnson & Johnson: la situazione in Europa e in America

L’Agenzia Europea dei medicinali (Ema), nei giorni scorsi, ha avviato una revisione dei dati sul vaccino J & J dopo 4 eventi tromboembolici.

A stretto giro era arrivato il parere della Food and Drug Administration (Fda), che ne ha approvato l’uso di emergenza il 27 febbraio 2021.

La Fda aveva comunicato via mail che, pur essendo a conoscenza dei casi sospetti, non era stata trovata “una relazione causale con la vaccinazione”.

VirgilioNotizie | 13-04-2021 19:45

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