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Tragedia a Napoli, si toglie la vita dentro il suo bar in centro: ignote le motivazioni del gesto

Non sono noti i motivi che hanno spinto il 50enne a togliersi la vita all'interno del locale: secondo un collaboratore aveva deciso di chiudere prima

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Dramma al Cafè Max di via Santa Brigida a Napoli, a pochi metri dalla centrale Galleria Umberto. All’interno del locale è intervenuta la polizia dopo il ritrovamento di un corpo. Si tratta del titolare del locale, che si è tolto la vita dentro il bar, probabilmente poco dopo la chiusura.

Il ritrovamento del corpo nel bar di Napoli

Gli agenti non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo, che si è tolto la vita impiccandosi. Si tratta di Massimo Eboli, 54 anni, proprietario della gastronomia e gelateria al centro del capoluogo partenopeo.

Secondo quanto trapelato da fonti vicine alla famiglia, l’uomo non avrebbe avuto difficoltà economiche. La moglie, sotto shock, ha riferito che non avrebbe mai immaginato che il coniuge potesse arrivare a compiere l’estremo gesto.

Cordoglio in piazza per il proprietario del bar

Tanti gli avventori abituali del locale e gli amici di Massimo Eboli che si sono radunati fuori dal locale dopo aver appreso la drammatica notizia.

Secondo quanto riporta Napoli Today, un lavoratore del Cafè Max avrebbe riferito che il proprietario aveva chiuso il bar alle 18, molto prima dell’orario di chiusura. “Non ho voglia“, avrebbe dichiarato abbassando la serranda.

Il post su Facebook del consigliere regionale Nappi

Tanti i messaggi di cordoglio sui social. Della vicenda ha parlato anche Severino Nappi, consigliere regionale eletto con la Lega. “Massimo stamattina ha scelto di farla finita. Ha aperto il suo piccolo bar, ha sistemato i tavolini e l’ombrellone perché tutto fosse in ordine, come sempre, e poi si è impiccato”, ha raccontato.

“Nel 2022 si muore ancora così, per debiti. Anche se hai un’attività nel centro di Napoli e se ogni mattina, all’alba, col sole o con la pioggia, esci di casa e lavori per 13, 14 ore al giorno, senza smettere mai. Perché queste erano le giornate di Massimo, poco importava se fosse un giorno festivo o no”, ha continuato ancora.

Troppe tasse, troppe spese, troppi costi. Troppo tutto. E allora, anche quando pensi di avere le spalle larghe e sei abituato a lavorare fin da quando eri un bambino, puoi decidere di mollare tutto, perché non ce la fai più. Non dovrebbe succedere”, ha proseguito ancora, nonostante le dichiarazioni della famiglia dell’uomo sull’assenza di debiti.

“Non dovrebbe più succedere qui, a Napoli, nel centro di Napoli, nella terza città d’Italia, nel pieno dell’Europa. Ma la crisi non conosce confini e non conosce pietà e rispetto, ancora di più in questa terra che ha millenni di storia e di civiltà e altrettanti di occasioni sprecate”, ha concluso il consigliere regionale nel post poi rimosso e riportato da InterNapoli.

Fonte foto: ANSA

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