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POLITICA ESTERA

Stretta della Ue sulle multe all'estero: così si sarà costretti a pagare sempre le sanzioni

Stretta dell'Ue per far pagare le multe stradali inflitte ai conducenti all'estero: tutti i dettagli dell'accordo politico

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Mirko Vitali

GIORNALISTA

Giornalista esperto di politica e attualità, attento anche ai temi economici e alle dinamiche del mondo dello spettacolo. Dopo due lauree umanistiche e il Master in critica giornalistica, lavora e collabora con diverse testate e realtà editoriali nazionali

In arrivo la stretta sulle multe inflitte per le infrazioni stradali commesse all’estero. L’Ue prova ad abbattere le frontiere per le sanzioni, con una misura attesa da tempo.

Multe transfrontaliere, la stretta della Ue per far pagare le sanzioni

Nelle scorse ore l’Ue ha aperto alla cooperazione rafforzata tra le polizie municipali dei Ventisette. I pirati della strada che guidano nel continente infrangendo limiti e norme, oltre a essere sanzionati, saranno obbligati a versare l’obolo dovuto nelle casse dei comuni dove sono stati colti in flagrante.

Un modo per far rispettare le norme stabilite dai Paesi dell’Ue a tutti i conducenti. L’obbiettivo è migliorare la sicurezza sulle strade dove, numeri alla mano, 20mila persone perdono la vita ogni anno.

La misura va nella direzione intrapresa anche dall’Italia con il nuovo codice all’esame del parlamento per un tema, nelle parole del Mit, “serio e prezioso” che non può essere trasformato “in rissa da campagna elettorale”.

L’intesa politica raggiunta tra l’Europarlamento e i governi nazionali ha la mira di prevenire “la guida spericolata” anche in vacanza e in terra straniera.

Oltre all’eccesso di velocità, alla guida in stato di ebbrezza e al mancato rispetto del semaforo rosso, la lista dei crimini stradali che faranno scattare la cooperazione transfrontaliera è stata ampliata anche a divieto di sosta, sorpasso pericoloso, guida contromano, superamento della linea continua, ingresso in aree a traffico limitato, omissione di soccorso.

Norme più rigide che, ha spiegato la presidenza di turno dell’Ue del Belgio, garantiranno “la parità di trattamento per tutti gli automobilisti europei”, a prescindere “dalla loro nazionalità”.

Multe prese all’estero, il 40 per cento non vengono pagate

La stretta è necessaria alla luce dei dati allarmanti sull’impunità: in circa il 40% dei casi i crimini stradali transfrontalieri restano impuniti.

Le autorità nazionali oltreconfine saranno costrette a rispondere alla richiesta di aiuto da altri Paesi senza più ritardi, ossia entro due mesi dalla raccolta di tutte le informazioni necessarie. Inoltre, su richiesta della polizia del territorio in cui la trasgressione si è verificata, il Paese di residenza dell’automobilista indisciplinato dovrà farsi carico di riscuotere la somma dovuta nel caso in cui la multa sia superiore a 70 euro e anche quando siano state esaurite tutte le azioni legali per ottenere il pagamento.

Per i conducenti vi sarà invece il beneficio di un più facile accesso alle informazioni stradali attraverso i canali digitali. Oltre al diritto di ricevere comunicazioni “adeguate e comprensibili nella loro lingua” sulle procedure per fare ricorso contro le multe.

Quando entreranno in vigore le nuove misure

La portata delle norme, ha assicurato l’eurodeputato Kosma Zlotwki, è stata estesa “solo in quelle aree in cui può avere un impatto reale sulla riduzione del numero di incidenti, compresi quelli che coinvolgono utenti stradali vulnerabili”.

L’intesa politica dovrà essere confermata in via definitiva. Poi serviranno due anni e mezzo per recepire le nuove disposizioni negli ordinamenti nazionali e prepararsi all’attuazione.

Fonte foto: ANSA

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