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Reclutamento docenti precari, tornano i concorsi nel 2023: la data proposta dal Ministero dell'Istruzione

Un nuovo concorso scuola nel 2023 per il reclutamento dei docenti precari e una successiva selezione nel 2024. Queste e altre le proposte sul tavolo

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Mauro Di Gregorio

GIORNALISTA

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Approdato a QuiFinanza e Virgilio Notizie dopo varie esperienze giornalistiche fra Palermo e Milano. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Il reclutamento dei docenti torna al centro del dibattito. Dalla riunione tenutasi al Ministero dell’Istruzione alla presenza delle parti sindacali sono emerse alcune novità sulle possibili date e sulle modalità di selezione dei prossimi concorsi per la scuola.

Nuovo reclutamento docenti precari

Da quanto trapelato, già nella primavera di quest’anno potrebbe tenersi un concorso riservato a quei docenti che abbiano maturato almeno tre anni di servizio e che abbiano ottenuto i 24 CFU.

E non solo: l’intenzione del Ministero dell’Istruzione e del Merito sarebbe quella di bandire un altro concorso da tenersi nel 2024.

Questa selezione sarebbe rivolta ai docenti che abbiano ottenuto almeno 30 CFU rispetto ai 60 previsti dalla riforma del reclutamento alla quale aveva iniziato a lavorare l’ex ministro dell’Istruzione Bianchi.

Assunzioni sui posti di sostegno

Trapelate notizie anche sulle assunzioni sui posti di sostegno: il Ministero avrebbe espresso la volontà di confermare il percorso delle nomine finalizzate al ruolo da I fascia GPS già adottato negli ultimi due anni scolastici.

Le indiscrezioni sono state diffuse dal sito ‘Orizzonte Scuola’. I sindacati sono stati invitati a ragionare sulle proposte, in vista di un nuovo incontro che si terrà presumibilmente fra mercoledì 18 e giovedì 19 gennaio.

Le intenzioni del governo sono due: centrare l’obiettivo del Pnrr che impone di inserire in ruolo almeno 70mila nuovi docenti e aggiornare le regole sulle selezioni, da sempre contestate dai sindacati e dalle migliaia di esclusi.

Un sistema che si regge grazie ai supplenti

Come ricorda il ‘Sole24Ore’, attualmente il sistema scolastico si regge tramite la stampella delle supplenze. Nonostante le sette procedure di assunzione messe in atto dai governi precedenti i posti coperti sono stati a mala pena un terzo del fabbisogno scolastico.

Per la precisione il 28,6%. Cifra che sale a quota 41% sommando i docenti assunti a tempo determinato da confermare in ruolo il prossimo settembre.

Nel 2021 delle oltre 112mila cattedre autorizzate a essere coperte in modo stabile ne furono coperte appena la metà. I presidi furono così costretti a tamponare la carenza di docenti attingendo alle supplenze.

Fonte foto: ANSA

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