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Covid, via mascherina all'aperto e coprifuoco: le date possibili

La mascherina all'aperto è ancora obbligatoria, ma presto le cose potrebbero cambiare, dopo l'abolizione del coprifuoco

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Andrea Costa, sottosegretario alla Salute insieme a Pierpaolo Sileri, ha fatto come il collega una previsione sull’uso delle mascherine in Italia. Nel nostro Paese si sta discutendo infatti della possibilità di abbandonare questa pratica, almeno in determinati luoghi e circostanze, considerando il crescente numero di vaccinati. “Dobbiamo fare ragionamenti di buon senso basati sui numeri. Le vaccinazioni accelerano sempre di più e la situazione epidemiologica migliora di settimana in settimana”, ha dichiarato il politico in un’intervista rilasciata ad Adnkronos.

Quando potrebbe cadere l’obbligo di usare la mascherina all’aperto

“Con questi dati confortanti avremo un agosto con più libertà e anche con la possibilità di togliere la mascherina all’aperto”, ha spiegato Andrea Costa. Per il sottosegretario alla Salute sarà dunque il mese più caldo quello in cui potremo lasciare le mascherine a casa, almeno in visione di incontri all’aperto e con il distanziamento sociale.

Più ottimista il collega Pierpaolo Sileri, che invece aveva anticipato la data delle uscite a volto libero a ben due mesi prima, dicendo che già a giugno potremmo dire addio alla mascherina.

Coprifuoco a mezzanotte e abolizione totale: cosa potrebbe cambiare

Andrea Costa ha anche parlato del coprifuoco, spiegando che il 17 maggio “verrà presa una decisione in senso positivo sullo spostamento alle 23 o alle 24. Un segnale che io reputo positivo nella logica della gradualità”.

“È chiaro che a giugno si andrà verso l’abolizione” del coprifuoco, ha riferito. “Questa è più di un’ipotesi. I dati oggi ci dipingono una situazione positiva dei contagi e dei ricoveri in ospedale e si vede un miglioramento dei parametri di settimana in settimana”. Potrebbe dunque cadere anche l’obbligo di rincasare entro un’ora specifica, dopo l’apertura che potrebbe arrivare in settimana.

Vaccini in vacanza e dosi giornaliere: il punto di Andrea Costa

“La politica sta aprendo un dibattito e una riflessione” sulla possibilità di fare il vaccino in vacanza, “ma è facilmente comprensibile che l’ipotesi porta con sé delle difficoltà organizzative. Tutto deve passare attraverso un accordo della Conferenza Stato-Regioni. Non può essere una iniziativa del ministero della Salute. Il concetto è di aiutare a semplificare e il richiamo nei luoghi di villeggiatura sarebbe un’opportunità per il cittadino, ma tutto deve essere organizzato con un accordo tra Regioni“.

“Abbiamo somministrato 26 milioni di dosi, e se prendiamo come riferimento la fine di luglio arriveranno fino a 25 milioni di dosi che ci permetteranno già a giugno di portare le immunizzazioni giornaliere a 700 mila“, ha concluso Andrea Costa parlando con Adnkronos.

Fonte foto: ANSA
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