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Putin vuole il Donbass: le ragioni del conflitto tra Russia e Ucraina, tra interessi economici e strategici

Putin ha deciso di invadere l'Ucraina nel tentativo di conquistare la Regione del Donbass, obiettivo economico e non solo per la Russia

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

La guerra in Ucraina va avanti ormai da quasi due mesi, sette settimane dall’invasione russa che ha causato lo spargimento di sangue in diverse città prima conquistate e poi riconsegnate in mano agli ucraini. Un conflitto partito con l’obiettivo dichiarato, da parte di Putin, di “denazificare” il paese, ma anche con l’intento di conquistare il Donbass che da sempre si è sentito più russo che ucraino.

Perché Putin vuole il Donbass

Il 21 febbraio 2022, qualche ora prima che si materializzasse l’invasione russa in Ucraina. il presidente Vladimir Putin aveva deciso di riconoscere le repubbliche di Donetsk e Lugansk, dando sempre più voce alla rivolta dei filorussi nel Donbass. La Regione da anni vive momenti di grande tensione, con i cittadini di Donetsk e dintorni che si sentono russi e mettono da parte le tradizioni ucraine.

Il fervore russo nei territori che da sempre chiedono l’annessione a Mosca hanno giocato un ruolo fondamentale nelle idee espansionistiche di Putin, che vede nel Donbass una grande fonte di ricchezza, sia economica che strategica. Per l’inquilino del Cremlino, infatti, perdere la Regione significherebbe dare pieni poteri all’Europa e all’Occidente, portando di fatto la Russia a essere “schiava”.

Il presidente russo Vladimir Putin

Donbass, l’importanza economica della Regione

La liberazione del Donbass è stata la scusa per i russi di Putin per attaccare l’Ucraina. Dopo sette settimane di conflitto e tante città conquistate e poi cedute nuovamente all’esercito ucraino, da parte del Cremlino non  stato fatto un passo indietro sulla Regione bagnata dal fiume Donec che ha una grande importanza economica.

Nel Donbass, infatti, c’è un ricco giacimento minerario dal quale si estraggono annualmente circa 10 milioni di tonnellate di carbone. Il bacino carbonifero ucraino, ma di schieramento russo, è una risorsa irrinunciabile per la Russia che ne vuole avere il controllo. La guerra in atto ha provocato grossi danni ai giacimenti e non si sa ancora quale fumo si alzerà al termine del conflitto, se di produzione ucraina o in favore di Mosca.

Putin e il ruolo strategico del Donbass

Visto in questa prospettiva, il Donbass gioca quindi un ruolo strategico da non sottovalutare. Oltre che grande risorsa economica, infatti, la Regione si presenta come una sorta di “cuscinetto di sicurezza” per la Russia nel caso in cui l’Ucraina fosse annessa alla Nato.

Perché? I giacimenti di carbone precedentemente citati darebbero alla Russia un potere non di poco conto nell’economia globale, con richieste forzate da parte di Europa e Occidente per ottenere il gas nei prossimi anni. Nel Donbass, poi, tanti sono i tesori degli oligarchi russi tra acciaierie e proprietà, motivo per il quale è stata richiesta una difesa costante dal pericolo ucraino-europeista.

Donbass, un conflitto che va avanti da anni

L’invasione del 24 febbraio 2022, che ha dato il via alla guerra in Ucraina, è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso che da anni si riempie costantemente. Un vaso che ha cominciato a creparsi già dall’indipendenza ucraina del 1991, col Donbass che si è sempre sentito russo. Nonostante le leggi che imponessero l’ucraino come lingua ufficiale, quella di Mosca è sempre stata una lingua voluta e parlata nella regione.

Il sentimento filorusso è quindi stato cavalcato dal Cremlino per alimentare il conflitto che va avanti dal 2014 e che, nel silenzio degli ultimi anni, ha provocato numerose perdite all’Ucraina. Dopo numerose tregue e pace mancata, nel 2022 è arrivata l’ultima mossa decisiva della Russia che non vuole chiudere la guerra senza ottenere la vittoria nella Regione più importante dell’Ucraina.

Fonte foto: ANSA

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