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Piantedosi annuncia dove verrà aperto il primo CPR per migranti: "Scelta Pozzallo, saranno espulsi in Tunisia"

PIantedosi annuncia che il primo dei nuovi CPR si farà a Pozzallo, provincia di Ragusa

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Matteo Runchi

REDATTORE

Redattore esperto di economia, appassionato di tecnologia e sport. Scrive di attualità e cronaca. Laureato in Storia all’Università degli Studi di Milano, ha lavorato per diversi siti e redazioni.

Prime mosse del governo sull’immigrazione. Il Ministro dell’Interno Piantedosi ha annunciato che il primo centro per i rimpatri sarà aperto a Pozzallo, in provincia di Ragusa. Ancora proteste dai governatori delle Regioni.

Le dichiarazioni di Piantedosi

I centri di permanenza e rimpatrio dei migranti, i CPR, sono al centro della strategia elaborata dal governo Meloni per gestire l’immigrazione proveniente dall’Africa settentrionale, in particolare da Libia e Tunisia.

La volontà dell’esecutivo è quella di raddoppiarne il numero e il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato che sarebbe stato individuato il primo comune in cui uno di questi centri sarà aperto.

Migranti sul molo di Lampedusa

“Nel recepimento di una direttiva europea, avvieremo da domenica a Pozzallo (Ragusa) la prima struttura di trattenimento di richiedenti asilo provenienti da Paesi sicuri, come la Tunisia” ha dichiarato Piantedosi.

Come funzionano i CPR

I centri per la permanenza e il rimpatrio sono delle strutture in cui i migranti vengono trattenuti in attesa di esaminare la loro richiesta di asilo politico dopo l’arrivo in Italia. Esistono dagli anni ’90 ma sono stati usati in modi molto diversi.

Le ultime modifiche alla politica di accoglienza adottate dal governo Meloni hanno decretato che le persone che arrivano in Italia potranno essere chiuse in questi centri fino a 18 mesi.

Un cambiamento netto rispetto alle norme precedenti, che limitavano la permanenza a 6 mesi. L’esecutivo dovrà aumentare il numero di CPR e cambiare molto del loro funzionamento, dato che al momento si tratta di strutture pensate per una permanenza molto breve.

Le Regioni protestano

Il piano sull’immigrazione del governo Meloni prevede il raddoppio del numero di CPR presenti sul territorio italiano, in modo da far fronte alla permanenza più lunga dei migranti al loro interno ordinata dallo stesso esecutivo.

L’idea del Ministero degli Interni è quella di aprirne uno per ogni Regione, ma alcuni Governatori hanno già protestato riguardo a questa prospettiva. Luca Zaia, presidente del Veneto di centrodestra, si è già detto contrario.

Anche Toscana e Marche, guidate rispettivamente dal centrosinistra e dal centrodestra, si sono opposte, mentre tra i più aperti alla possibilità di ospitare un CPR ci sarebbe il governatore della Puglia Emiliano.

Fonte foto: ANSA

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