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Nuova stangata sui prezzi di benzina e diesel: "Italia tra i paesi più cari d'Europa sul fronte carburanti"

Continuano a salire i prezzi dei carburanti: in diverse zone d'Italia i listini dei distributori hanno raggiunto livelli record

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Simone Cadoni

GIORNALISTA

Giornalista, scrive di cronaca, politica e altre tematiche legate all’attualità.

I rialzi sui listini dei prezzi di benzina e diesel non si fermano. Dopo la fine dello sconto sulle accise dei carburanti i costi al distributore sono impennati, facendo iniziare il 2023 in salita per tutti gli automobilisti. A partire dal primo gennaio, giorno dopo giorno, gli incrementi si sono fatti sempre più consistenti arrivando a toccare livelli record in diverse zone del Paese. A lanciare l’allarme sono le associazioni a tutela dei consumatori.

Benzina e diesel, dove si registrano i rialzi maggiori

Sulla base degli ultimi dati comunicati dai gestori, il Codacons ha evidenziato aumenti particolarmente alti sull’isola di Vulcano (Eolie, Sicilia), dove il il gasolio ha raggiunto quota 2,349 euro al litro in modalità servito e 2,239 euro al litro per la benzina.

Anche a La Maddalena, in Sardegna, i rincari sono pesanti: la verde è salita a 2,087 euro al litro mentre il gasolio ha toccato quota 2,229 euro. Tra le zone d’Italia colpite maggiormente dalla stangata c’è poi Ischia, dove la benzina è arrivata a 2,054 euro al litro mentre il gasolio è volato a 2,104 euro.

La stangata in autostrada: verso 2,5 euro al litro

In autostrada, in cui dopo anni è tornato ad aumentare anche il costo dei pedaggi, i prezzi dei carburanti non sono meno proibitivi. Secondo quanto emerge dal monitoraggio del Codacons i listini viaggiano verso 2,5 euro al litro in modalità servito.

Sulla A1 Roma-Milano la benzina arriva a costare 2,392 euro/litro, mentre il gasolio viaggia a 2,479; listini simili anche sulla Serenissima Torino-Trieste; e non va molto meglio sulla A4 Brescia-Padova, dove la verde si attesta a 2,384 euro/litro, mentre il diesel a 2,449 euro/litro.

L’esposto del Codacons contro la speculazione

Per il Codacons i nuovi costi nei distributori non sono giustificati. “I prezzi dei carburanti sembrano fuori controllo, e dopo lo stop al taglio delle accise si assiste a forti incrementi dei listini alla pompa in tutto il territorio, la cui entità non sembra in alcun modo giustificata dall’andamento delle quotazioni petrolifere”, ha affermato il presidente Carlo Rienzi.

Per questo motivo l’associazione ha deciso di presentare “un esposto a 104 procure di tutta Italia e alla Guardia di Finanza”, con l’obiettivo di indagare sui prezzi di benzina e gasolio per accertare eventuali speculazioni”.

Assoutenti: “Italia tra i paesi più cari d’Europa”

Anche Assoutenti ha denunciato in una nota la delicata situazione che si è riversata sugli automobilisti. “Dopo le bollette scatta una nuova emergenza in Italia, quella relativa ai prezzi dei carburanti tornati prepotentemente a salire negli ultimi giorni”, ha spiegato l’associazione.

“Il mancato rinnovo al taglio delle accise – ha sottolineato – non solo ha fatto schizzare al rialzo i prezzi alla pompa, ma ha riportato l’Italia tra i paesi più cari d’Europa sul fronte dei carburanti“.

Con una media di 1,891 euro al litro, occupa infatti la terza posizione in Ue per il prezzo più alto del gasolio, dietro solo a Svezia e Finlandia, mentre è sul quarto gradino per quanto riguarda la benzina (in media 1,827 euro al litro). “Rispetto alla media europea – ha fatto notare Assoutenti – gli italiani pagano un litro di benzina 24,8 centesimi di euro in più, e il gasolio 24,2 centesimi in più”.

Fonte foto: ANSA

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