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Mascherine, la posizione di Cartabellotta: "La gente ha deciso"

Le mascherine "non servono più": la posizione di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, su una delle poche restrizioni rimaste

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

L’obbligo di indossare la mascherina all’aperto verrà presto eliminato in Italia, almeno stando a quanto anticipato prima dell’incontro decisivo del Comitato tecnico scientifico. Le due possibili date sarebbero quelle del 28 giugno o del 5 luglio, quando tutta l’Italia sarà in zona bianca. Di questo e altri temi ha parlato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, in un’intervista a Repubblica.

Secondo Cartabellotta “le mascherine non servono più”: “Mi pare che la gente abbia già deciso – ha dichiarato -. Oggi sono stato a Riccione e in mancanza di ogni controllo la metà delle persone non la portava. Il 40% la teneva sotto al naso o al mento. Noi che la portavamo eravamo il 10%”.

All’aperto, ha ammesso il presidente Gimbe, “in assenza di aerosol, il rischio di contagio si abbatte (…). D’estate poi tutti i virus respiratori circolano meno. Quindi sì, la mascherina all’aperto possiamo toglierla, soprattutto se siamo vaccinati. Ma dobbiamo rimetterla se non possiamo restare distanti o se ci troviamo in situazioni in cui si urla o si canta. In questo caso il virus si diffonde più facilmente”. È il caso, ad esempio, dei ritrovi di persone per assistere alle partite di calcio.

Mascherine, l’obbligo tornerà in autunno? La risposta di Cartabellotta

Per il prossimo autunno, Cartabellotta fatica “a immaginare che rivivremo le ondate del passato, soprattutto in termini di ricoveri ospedalieri. Il virus continuerà a circolare, ma i vaccini eviteranno le conseguenze più serie per chi si contagia”. Per quanto riguarda un possibile ritorno dell’obbligo di mascherina, “difficile dirlo. Dipende dal virus e dalle varianti. Possiamo prevedere le variabili che dipendono da noi, non quelle che dipendono da lui”.

Oltre ai comportamenti individuali, il riferimento di Cartabellotta è al “tracciamento e sequenziamento. Siamo a un livello di circolazione del virus abbastanza basso da poter riprendere il tracciamento dei casi, ma purtroppo ler regioni sono disincentivate, per paura di dover uscire dalla zona bianca”.

Fonte foto: ANSA
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