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POLITICA ESTERA

Il primo ministro di Haiti verso le dimissioni: Paese nel caos in mano alle gang accusate di cannibalismo

Haiti scivola nel caos, in mano alle gang accusate di cannibalismo, dopo le dimissioni del primo ministro Henry

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Matteo Runchi

REDATTORE

Redattore esperto di economia, appassionato di tecnologia e sport. Scrive di attualità e cronaca. Laureato in Storia all’Università degli Studi di Milano, ha lavorato per diversi siti e redazioni.

Haiti nel caos. Il primo ministro Ariel Henry, che da settimane non riesce a tornare nel Paese, va verso le dimissioni. Intanto il presidente di El Salvador Bukele accusa le gang che hanno preso il controllo della capitale di cannibalismo.

Il primo ministro di Haiti verso le dimissioni

Il presidente della Comunità dei Caraibi (Caricom) ha annunciato che il primo ministro di Haiti Ariel Henry si è dimesso. Era in carica dal 2021, quando aveva preso il potere “ad interim” dopo l’assassinio del suo predecessore Jovenel Moïse.

Da inizio marzo Henry non riusciva a tornare ad Haiti dopo un viaggio all’estero. Durante la sua assenza molte bande armate hanno attaccato carceri e caserme della polizia, mandando il Paese e in particolare la capitale Port-au-Prince, nel caos.

Il primo ministro dimissionario di Haiti Ariel Henry

La situazione ha costretto molte delegazioni diplomatiche occidentali, inclusa quella Usa e la missione Ue, a lasciare il Paese. Al momento la regione di Port-au-Prince è in stato di emergenza con coprifuoco e divieto di manifestare, prorogato fino al 3 aprile

La situazione nel Paese: chi è il leader delle gang Jimmy “Barbecue” Chérizier

Henry si è dimesso per cercare un “accordo per un governo di transizione che aprirà la strada a una transizione pacifica del potere”, ma al momento Haiti è in mano a un ex ufficiale di polizia Jimmy Chérizier detto “Barbecue”.

È stato Chérizier a unire le bande criminali che ora controllano Port-au-Prince e a coordinarne gli attacchi contro le carceri che hanno liberato molti dei capi della criminalità organizzata.

Chérizier ha assunto potere durante il premierato di Moïse, quando il governo si accordò di fatto con molte bande criminali contribuendo all’aumento della loro influenza. Si presenta come un capo popolo più che come un gangster e dice di voler liberare il Paese “Con le armi e con la gente”.

Chérizier è anche accusato di aver avuto un ruolo nell’uccisione di almeno 80 persone quando era ancora un ufficiale di polizia. Lui e la sua gang “G9 en fammi” sequestrarono nel 2022 25mila tonnellate di gasolio, causando una crisi energetica ad Haiti.

Le accuse di cannibalismo alle gang, Bukele: “Io so come fermarle”

Nella questione è intervenuto anche il presidente di El Salvador Nayib Bukele, famoso per il suo atteggiamento intransigente nei confronti delle bande armate del Paese che ha portato all’arresto di oltre 70mila persone in pochi anni.

Bukele, con un post su X (già Twitter), ha accusato le gang di Haiti di cannibalismo, commentando un video di cui però non si conosce la data esatta. El Salvador è diventato uno dei Paesi dell’America Latina con meno omicidi, dopo essere stato uno dei più violenti. La polizia ha il potere di arrestare chiunque anche solo per un tatuaggio, il governo monitora le comunicazioni dei cittadini e lo “stato di emergenza” dura da 2 anni.

Non è però sicuro che ad Haiti possa essere applicata una politica simile. Il primo ministro dimissionario Henry ha scatenato le attuali rivolte dopo aver chiesto all’Onu una missione speciale guidata dal Kenya, che avrebbe dovuto far arrivare 1.000 poliziotti nel Paese per reprimere le gang.

Fonte foto: ANSA

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