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CRONACA ESTERA

Greta Thunberg a Davos contro i big dell'energia: "Stop ai combustibili fossili o vi denunceremo tutti"

Al Forum di Davos Greta Thunberg e le sue colleghe attiviste attaccano gli imprenditori dell'energia: "Stop combustibili fossili o vi denunceremo"

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Mauro Di Gregorio

GIORNALISTA

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Approdato a QuiFinanza e Virgilio Notizie dopo varie esperienze giornalistiche fra Palermo e Milano. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

L’attivista svedese Greta Thunberg è a Davos insieme ad altre giovani colleghe provenienti da tutto il mondo per chiedere ai big dell’energia di abbandonare per sempre i combustibili fossili. La Thunberg e le altre attiviste accusano i top manager dell’energia di sapere da sempre quali danni stessero infliggendo all’ambiente.

Greta Thumberg a Davos minaccia i big dell’energia

“Fermate immediatamente l’apertura di nuovi siti di estrazione di petrolio, gas e carbone, e smettetela di bloccare la transizione verso l’energia pulita”.

Questa, in sintesi, la richiesta di Greta Thumberg e delle sue omologhe, l’ugandese Vanessa Nakate, l’ecuadoregna Helena Gualinga, la tedesca Luise Neubauer.

Da destra verso sinistra: Greta Thunberg, Vanessa Nakate, Helena Gualinga, Luise Neubauer e Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia.

La loro presenza al Forum economico mondiale di Davos si colloca nell’ambito dell’iniziativa ambientalista ‘Cease and Desist’ (Cessare e Desistere, in italiano).

A Davos le giovani attiviste hanno portato una petizione firmata da quasi 2 milioni di persone in cui si accusano i top-manager dell’energia di sapere “da decenni che i combustibili fossili causano catastrofici cambiamenti climatici” e di avere “ingannato” i politici e il pubblico.

Agli industriali è stata fatta una minaccia concreta: se non cambieranno direzione saranno “chiamati alle loro responsabilità con azioni legali”.

“Dovete porre fine a queste attività in quanto violano direttamente il nostro diritto umano a un ambiente pulito, sano e sostenibile, i vostri doveri di assistenza e i diritti delle popolazioni indigene”, si legge nella petizione.

E ancora: “Se non agite immediatamente, sappiate che i cittadini di tutto il mondo prenderanno in considerazione la possibilità di intraprendere qualsiasi azione legale per ritenervi responsabili. E noi continueremo a protestare nelle strade in gran numero”.

Le accuse di António Guterres

La petizione si inserisce sul solco dell’accusa che a Davos è stata fatta dallo scranno più alto: il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha accusato le industrie petrolifere di sapere da almeno 40 anni che “il loro prodotto di punta avrebbe bruciato il pianeta”.

“Ma come avvenuto per l’industria del tabacco – ha aggiunto Guterres – hanno ignorato la stessa scienza”.

Greta Thunberg contro il Forum di Davos

Greta Thunberg e le altre eco-attiviste hanno criticato dall’interno il Forum di Davos, accusato di essere l’evento “di chi distrugge il pianeta”.

“Sembra che stiamo ascoltando loro piuttosto che le persone che sono effettivamente colpite dalla crisi climatica, le persone che vivono in prima linea, e questo ci dice quanto sia assurda la situazione”.

Nei mesi passati Greta Thunberg aveva manifestato l’intenzione di voler lasciare l’attivismo dicendosi pronta a cedere il testimone. La Thunberg invece continua a manifestare per l’ambiente.

Recentemente è stata fermata dalla polizia tedesca dopo le proteste alla miniera di Lützerath.

Fonte foto: ANSA

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