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L'epidemiologo Ciccozzi: "Il coronavirus è mutato", lo studio

Una pubblicazione dell'epidemiologo svela come il nuovo coronavirus sia mutato

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Il virus di Covid-19 è mutato, come fanno tutti i virus”: lo sostiene ad AdnKronos Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, con alle spalle già diverse pubblicazioni su Sars-CoV-2. Tra le quali l’ultima, un e-book scritto insieme all’autore Paolo Viana, dal titolo esplicativo: “Il virus è mutato. Dalla Cina all’Italia, dal pipistrello all’uomo, dalla pandemia all’adattamento: come muta il Covid-19”.

La mutazione

Nel testo l’epidemiologo spiega come inevitabilmente tutti i virus subiscano mutazioni, nel bene e nel male: “Questo in particolare lo fa meno velocemente, ad esempio, dell’Hiv. La mutazione che lo ha reso più contagioso è avvenuta da febbraio e si è mantenuta perché si è rivelata utile, ma c’è anche la mutazione sulla proteina NSP6, legata all’autofagia”.

Sul perché alcuni esperti sostengano il contrario, e cioè che il coronavirus non è mutato, Ciccozzi ha ipotizzato: “Forse si teme che le persone, sentendo che il virus è mutato, pensino che sia diventato più aggressivo e si spaventino. O che sia diventato più buono, e allora rinuncino alle misure utili per contenere la diffusione. In realtà però fino ad ora dal punto di vista della patogenicità il virus è rimasto lo stesso“.

Virus da laboratorio o naturale

Lo studio vuole mettere anche finalmente un punto alla lunga disputa internazionale, condita a volte con una certa dose di “complottismo”, che ha coinvolto esperti e attori politici ai massimi livelli, sull’origine naturale o meno del virus: “Questo coronavirus non è figlio della provetta – si legge nel testo – A chiarirlo, su ‘Nature Medicine’, sono gli stessi scienziati americani il 17 marzo”.

Il Sars-CoV-2, sostengono Ciccozzi e Viana, “ha origine sicuramente da una zoonosi, cioè la trasmissione di malattie da un animale infetto, definito ‘serbatoio’, all’uomo. Quando e come dalla zoonosi si sia passati all’epidemia, cioè alla trasmissione del morbo non più dall’animale all’uomo (come avviene per l’influenza aviaria), ma dall’uomo all’uomo (come per Ebola), è oggetto degli studi filogenetici”.

“Si sa che succede – continuano a spiegare gli autori – perché è già successo e perché se ne rinvengono le tracce. Nel caso del Covid-19 pare, come è noto, che l’epidemia abbia avuto origine nel mercato del pesce di Wuhan, dove si macellano, si vendono e si consumano animali crudi e cotti, come il pipistrello. Non si ha la certezza assoluta che il transito sia avvenuto proprio lì, ma vi è più di un indizio”.

Fonte foto: ANSA
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