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Crollo del colosso cinese Evergrande in Borsa: debiti per 300 miliardi, di cosa si occupa e perché è indagata

Evergrande, colosso del settore immobiliare in Cina, ha annunciato di avere problemi a consolidare il piano di ristrutturazione del debito

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Stefano D'Alessio

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista. Laureato in Comunicazione, per anni si è occupato di sport e spettacolo. Scrive anche di attualità, cronaca e politica. Ha collaborato con importanti testate e programmi radio e tv, a livello nazionale e locale.

Tempi durissimi per Evergrande, il colosso cinese del settore immobiliare che ha 300 miliardi di dollari di debiti. Il gruppo ha annunciato di avere alcuni problemi a consolidare il piano di ristrutturazione del debito.

La situazione di Evergrande

Evergrande è il primo gruppo immobiliare in Cina. Con un fardello di 300 miliardi di dollari di debiti, di cui circa un decimo in obbligazioni, Evergrande ha lasciato sul terreno lunedì fino al 25% del valore di borsa dopo che il gruppo immobiliare ha avvertito nella serata di domenica di alcuni problemi nel consolidare il piano di ristrutturazione del debito.

Come riportato da ‘Milano Finanza’, Evergrande ha lavorato a lungo per ottenere l’approvazione dei suoi creditori su un piano di ristrutturazione del debito.

Nel piano presentato nel marzo del 2023, Evergrande ha proposto diverse opzioni ai creditori esteri (offshore), compreso lo scambio delle attuali posizioni debitorie con nuovi titoli da scadenze tra 10 e 12 anni.

Il gruppo immobiliare, però, domenica sera, ha annunciato di non essere in grado di emettere nuovo debito a causa di un’indagine in corso sulla sua principale controllata, Hengda Real Estate Group Co Ltd. Hengda ha dichiarato di essere indagata dall’autorità cinese di regolamentazione per una sospetta violazione nella divulgazione di informazioni.

La ristrutturazione del debito offshore di Evergrande (una delle maggiori operazioni di ristrutturazione al mondo) ammonta a 31,7 miliardi di dollari, che comprendono obbligazioni, garanzie collaterali e obblighi di riacquisto.

La sede della Borsa di Hong Kong.

Il commento di Steven Leung

Steven Leung, direttore delle vendite di UOB Kay Hian a Hong Kong, ha commentato a ‘Reuters’: “Il piano di ristrutturazione del debito è ora bloccato e non può andare oltre. Anche altre opzioni, come la conversione del debito in azioni di altre società controllate quotate, non sono ritenute praticabili al momento”. Poi ha aggiunto: “La preoccupazione per la salute finanziaria dei gruppi immobiliari annebbia ancora il settore, soprattutto le società più piccole con un elevato livello di indebitamento, ma pochissimi progetti immobiliari a portata di mano”.

La situazione della Borsa di Hong Kong

La Borsa di Hong Kong ha chiuso in brusca correzione sui timori di nuovi tagli dei tassi Usa da parte della Fed e dei problemi di Evergrande: l’indice Hang Seng è crollato dell’1,82%, a 17.729,29 punti. In una comunicazione di Borsa, il gruppo di Shenzhen (-21%) è crollato poiché, in vista dell’indagine su Hengda Real Estate Group, “non è stato in grado di soddisfare i requisiti per l’emissione di nuovi bond”, mettendo a rischio il suo destino.

Fonte foto: ANSA

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