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Covid, tre regioni "rosso scuro" in Italia: l'ira dei governatori

Tre regioni italiane potrebbero finire nella fascia di rischio "rosso scuro" introdotta in Ue

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Sono tre le regioni italiane che potrebbero essere assegnate alla zona “rosso scuro” definita dall’Unione Europea, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano: si tratta di Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Veneto. Ne ha dato notizia commissario europeo per la Giustizia, Didier Reynders, durante una conferenza stampa. Queste quattro aree, stando a un’analisi preliminare dei dati raccolti dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) al 17 gennaio, presenterebbero delle criticità che richiedono maggiori restrizioni per i viaggi in Ue. Ma cosa significa e quali misure comporta la zona “rosso scuro“?

In Italia, i Dpcm a partire da novembre hanno stabilito che le regioni venissero assegnate a tre fasce di colore (rosso, arancione e giallo) più una quarta fascia, quella bianca, introdotta con l’ultimo provvedimento del presidente del Consiglio. Questa suddivisione però non riguarda i colori introdotti dall’Ue per definire le restrizioni di viaggio tra i Paesi, che includono anche il “rosso scuro”.

Cos’è la zona “rosso scuro” e quali misure comporta

Al termine della videoconferenza tra i leader Ue, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha spiegato che “al fine di mantenere le nostre frontiere interne e esterne aperte, servono misure mirate che ci mantengano in sicurezza. Dobbiamo ridefinire la nostra mappatura per individuare le aree ad alto rischio, introducendo una categoria rosso scuro”.

In questa fascia di colore confluiscono le zone con un numero cumulativo di casi superiore a 500 ogni 100 mila abitanti negli ultimi 14 giorni.

Le aree appartenenti a questa categoria sono soggette a restrizioni più severe: i viaggiatori che provengono da queste zone dovrebbero sottoporsi a un test prima dell’arrivo negli altri Paesi Ue, e osservare un periodo di quarantena. Fermo restando che gli spostamenti non essenziali sono scoraggiati.

L’ira dei governatori

Come riporta l’Ansa, i governatori dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e del Veneto, Luca Zaia, hanno commentato con rabbia quanto emerso dalle analisi dell’Ecdc: “Imporre ai cittadini delle nostre regioni l’obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell’Unione europea, così come previsto per le realtà colorate di ‘rosso scuro’, significherebbe penalizzare le amministrazioni che effettuano il maggior numero di tamponi e non, come sarebbe invece necessario, operare una valutazione su parametri epidemiologici oggettivi”.

“Il dato dell’incidenza sui 100mila abitanti – hanno precisato i tre governatori – implica pertanto che la valutazione viene operata sul numero assoluto di positivi riscontrati. Ne deriva dunque una situazione paradossale che, anziché incentivare le amministrazioni a potenziare i controlli sui cittadini, andrebbe a premiare quelle realtà che, per non rischiare di sforare i parametri indicati, dovessero deliberatamente decidere di ridurre la somministrazione di tamponi”.

Fonte foto: ANSA
Nuovi colori delle regioni, la corsa alla zona bianca: i dati

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