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Covid, perché aumentano i casi in Italia: parla lo pneumologo

Lo pneumologo Sergio Harari ha parlato dell'andamento della pandemia in Europa, e in particolare della situazione italiana

Il coronavirus torna a galoppare in Europa. In Francia, nelle ultime 24 ore, si sono registrati 5453 casi nelle ultime 24 ore, mentre ieri erano 7379. Un aumento considerevole, soprattutto se paragonato a quello di altri Paesi europei come la Germania (1479 nuovi casi), o l’Italia (qui l’ultimo bollettino).

Sergio Harari, pneumologo dell’ospedale San Giuseppe di Milano, è stato interpellato dal Corriere della Sera in merito all’andamento dell’epidemia in Europa e in particolare in Italia.

Coronavirus, perché aumentano i casi in Europa

Sulla situazione in Francia, dove non si esclude la possibilità di un nuovo lockdown, Harari ha affermato che gli incrementi di contagi possono essere ricondotti alla riapertura delle scuole, e a un rispetto meno rigoroso delle norme anti-Covid in confronto all’Italia.

La nuova spinta alla pandemia in Europa è stata probabilmente favorita dalla ripresa degli spostamenti internazionali, soprattutto per quanto riguarda l’Italia: “L’esperienza italiana la dice lunga in questo senso – ha affermato lo pneumologo – il fatto che durante le vacanze estive la gente abbia ripreso a viaggiare ha determinato i risultati che stiamo registrando in queste settimane”.

“Quando la gente ha iniziato a viaggiare, l’atteggiamento è mutato a seconda del Paese in cui si è deciso di trascorrere le vacanze”, ha sentenziato Harari. Ed è quanto è accaduto, per esempio, anche a chi ha passato le proprie vacanze in Sardegna, dove sono sorti alcuni focolai che hanno comportato la chiusura di locali, tra i quali il Billionaire di Briatore.

Coronavirus, perché aumentano i casi in Italia

L’aumento dei positivi in Italia, per l’esperto, è dovuto anche a un “calo generale di attenzione“, come se gli italiani avessero rimosso di colpo il calvario vissuto a cavallo tra marzo e aprile, nei mesi più critici dell’epidemia di coronavirus. Inoltre, “la riapertura delle discoteche si sarebbe dovuta evitare”.

Quanto alle condizioni di salute dei nuovi contagiati, che sarebbero in larga parte paucisintomatici, Harari ha spiegato che “non sono solo i fattori età e fragilità a determinare la severità della malattia. Ci sono elementi che sfuggono ancora alla nostra capacità di valutazione scientifica, in assenza di chiare e riconosciute mutazioni virali”.

“Non conoscendo i meccanismi di questo fenomeno, però, non possiamo escludere che le cose possano peggiorare. Non penso che si tornerà alla situazione di marzo, perché siamo più pronti, ma ci sono dubbi sul futuro“, ha precisato lo pneumologo.

Coronavirus, il consiglio a chi è guarito

Harari, che ha contratto il coronavirus, ha dato dei consigli a chi è guarito: “Credo che la possibilità di reinfezione (nonostante i recenti casi segnalati) sia scarsa almeno per alcuni mesi, in futuro vedremo cosa accadrà. Chi l’ha già fatto penso possa sentirsi relativamente al sicuro, se si è sviluppata una adeguata risposta immunitaria al virus. Questo però non vuol dire non prendere misure di protezione”.

VIRGILIO NOTIZIE | 29-08-2020 20:45

Coronavirus, identikit nuovi positivi: come avviene il contagio Fonte foto: ANSA
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