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Covid, i contagi preoccupano il governo: si pensa al coprifuoco

I contagi spaventano il governo, contrario alla chiusura delle scuole: prima di un lockdown nazionale, si valuta l'ipotesi coprifuoco come in Francia

Dopo gli elogi dell’Oms e un notevole calo dei contagi rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia sta piano piano prendendo consapevolezza del pericolo di una seconda ondata. Il coronavirus, che in estate aveva dato un po’ di tregua, avrebbe sfruttato proprio l’allentamento delle misure per ritornare con l’autunno. I quasi 9 mila casi fatti registrare il 15 ottobre hanno segnato un triste record, e c’è chi come Massimo Galli teme che tra due settimane si possano raggiungere i numeri di Francia e Regno Unito. Il governo, intanto, studia le mosse per contenere l’emergenza. Secondo il Corriere della Sera starebbe pensando alla didattica a distanza nelle scuole superiori, ma soprattutto a un coprifuoco nazionale: nessuno in strada dopo le 10 di sera.

Covid, pericolo seconda ondata: il governo pensa al coprifuoco

“Per contenere la seconda ondata dell’epidemia da Covid-19 c’è bisogno del contributo di tutti. Rispettiamo le nuove disposizioni, seguiamo le raccomandazioni, facciamo del bene al nostro Paese”. Questo il tweet del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo l’aumento dei casi, quasi 9 mila nelle ultime 24 ore.

Ma il Dpcm appena entrato in vigore rischia di non essere abbastanza nella lotta al coronavirus, tanto da suggerire al governo di pensare a misure più stringenti.

Se chiudere tutto potrebbe avere conseguenze disastrose dal punto di vista dell’economia, l’esecutivo starebbe pensando al coprifuoco, proprio come in Francia. Nel mirino, quindi, la movida: oggi i ministri potrebbero riunirsi per varare un nuovo provvedimento che imporrebbe a bar, ristoranti e altri pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 21 o alle 22, con controlli rafforzati e multe per chi non dovesse rispettare le regole.

Covid, non solo coprifuoco: si valuta la chiusura delle scuole

L’altro tema spinoso, accanto a quello dei trasporti, è sicuramente quello che riguarda la scuola. Il governo, Giuseppe Conte in testa, è contrario alla chiusura. Lo stesso premier lo ha ribadito poco dopo la mezzanotte, al termine della prima giornata dei lavori del Consiglio europeo, criticando la scelta di Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania (apprezzata invece dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti).

Sul tema è intervenuta ovviamente anche la ministra competente, Lucia Azzolina, anche lei contraria alla chiusura. Si è detta sorpresa dalle richieste di alcune Regioni che a giugno non volevano inserire la didattica a distanza nelle linee guida, ma adesso la invocano.

Il Pd ha proposto di arrivare al 50% di didattica a distanza alle superiori, alternando casa e scuola.

Il ministro delle Autonomie, Francesco Boccia, ha invece paventato l’interruzione di attività sociali e culturali a maggior rischio di assembramento: palestre, saloni di bellezza, cinema, teatri e sport di base sono gli osservati speciali.

VIRGILIO NOTIZIE | 16-10-2020 08:23

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