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Coronavirus in Italia: nuove misure. Come stanno i casi accertati

Restano discrete le condizioni dei due pazienti ricoverati a Roma, test in corso su altri 13 casi sospetti

Lavoro senza sosta e massima attenzione all’ospedale Spallanzani di Roma, l’Istituto nazionale per le malattie infettive che dagli scorsi giorni ospita i primi due casi di coronavirus in Italia. L’Istituto, così come da protocollo nazionale, si farà carico anche dei possibili futuri casi confermati in altre regioni d’Italia.

Stando a quanto riportato nel nuovo bollettino medico restano discrete le condizioni di salute della coppia cinese. I medici hanno svelato che la donna 65enne ha accusato “nausea e vomito“, mentre il 66enne presenta “un quadro di polmonite interstizio alveolare bilaterale” e “febbre associata a tosse e astenia”.

Confermata anche la negatività al test da parte dell’operaio romeno che lavora nell’hotel di Roma dove alloggiavano i due cinesi.

Sempre dallo Spallanzani fanno sapere che al momento sono ricoverati “13 pazienti provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia e tutti loro sono stati sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus, tutt’ora in corso”.

“Altri 13 pazienti sono stati isolati e dimessi dopo il risultato negativo dei test per la ricerca del nuovo coronavirus” si legge nel nuovo bollettino medico emesso questa mattina dall’ospedale. Restano, invece, sotto osservazione le 20 persone “che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all’infezione da nuovo coronavirus“.

Questi, secondo il bollettino diramato, “sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni”.

Coronavirus in Italia, le nuove misure

Secondo quanto appreso da ‘Ansa’, nel corso della riunione del Comitato operativo presieduto dal Commissario straordinario Angelo Borrelli per far fronte all’emergenza coronavirus è stato deciso che a partire da lunedì prenderanno il via i rimpatri da e per la Cina e i protocolli di controllo negli aeroporti saranno estesi anche ai voli in transito.

Inoltre, in occasione del Comitato operativo convocato nella sede del Dipartimento della Protezione Civile, è emersa l’indicazione che i 67 italiani che rientreranno da Wuhan lunedì verranno trasferiti nel Centro olimpico della ‘città militare’ della Cecchignola, a Roma.

L’arrivo del volo all’aeroporto militare di Pratica di Mare, salvo cambiamenti dell’ultim’ora, è previsto per le 8.15 di lunedì mattina.

Coronavirus, casi sospetti a Teramo: escluso contagio

Intanto nelle scorse ore due cinesi sono stati ricoverati nel reparto Malattie Infettive dell’ospedale Mazzini di Teramo. I due, secondo quanto riportato da Ansa, sono asintomatici sia per il coronavirus che per l’influenza.

Dopo una notte di osservazione, in sorveglianza sanitaria, isolati nel reparto del III Lotto del presidio teramano, i due cinesi presentano soltanto febbre e, in particolare, nessuna evidenza respiratoria che possa far sospettare un’infezione da Coronavirus. In base a questo, come prevede il protocollo sanitario i campioni biologici prelevati al loro arrivo in ospedale, non sono stati inviati all’Istituto Spallanzani di Roma proprio per l’assenza di sintomatologia collegabile al virus diffusosi in Estremo Oriente.

I pazienti resteranno tuttavia in osservazione, almeno fino a lunedì, come deciso dalla direzione generale e sanitaria della Asl di Teramo, sentiti i direttori e soprattutto il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute del Dipartimento regionale Sanità, che monitora costantemente la situazione.

L’appello degli italo-cinesi

“Sono il solito italo cinese che fa parte della tua vita, che è andato a scuola con te, che ti ha passato il compito di matematica all’esame, che giocava con te a calcio, che ti serve cappuccino e brioche tutte le mattine, che ama la moda italiana, che tifa Valentino Rossi, che ama più la pizza del pollo con le mandorle. Non trattarmi come un virus“. Così su Fb un appello dell’Unione Giovani Italo Cinesi, con sede a Osmannoro (Firenze), contro discriminazioni stimolate dall’emergenza coronavirus.

A firmarlo, secondo quanto riportato da Ansa, Massimiliano Martigli Jjiang, nato in Cina ma dall’età di 7 anni in Italia: “Il pregiudizio e la diffidenza ci farà diventare di nuovo estranei, estranei che non siamo, perché siamo umani, uguali a quelli che ogni giorno lottano per ottenere una serena vita e sprazzi di felicità qui in Italia”.

Non cambiare le tue abitudini. La diffidenza e il pregiudizio uccidono più delle armi da guerra. Sono lo stesso cinese partito coi volontari per Amatrice, che esulta con te in curva a vedere la squadra del cuore, che lavora come un matto 12 ore al giorno” conclude il post.

VirgilioNotizie | 01-02-2020 18:35

Coronavirus, casi accertati in Italia: sigillata camera hotel Fonte foto: Ansa
Coronavirus, casi accertati in Italia: sigillata camera hotel
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