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Chi può autorizzare il lancio di un missile nucleare dalla Russia

Putin decide, ma l’ordine non è diretto: come funziona il sistema nucleare della Russia in caso di guerra

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Con l’intensificarsi della guerra in Ucraina, lo spettro di una Terza Guerra Mondiale di tipo nucleare si aggira per l’Europa. Per ora ci sono solo minacce e speculazioni, ma nella realtà solo Putin può dare l’ordine per il lancio di un missile nucleare dalla Russia contro un altro stato. In questo caso, per avviare la procedura servirebbe anche l’approvazione del ministro della difesa e del capo di stato maggiore, altrimenti i codici non arriverebbero a chi è incaricato di lanciare la testata.

Missile nucleare russoFonte foto: Mikhail Svetlov/Getty Images

Nel corso della guerra in Ucraina, Putin ha avviato il programma di deterrenza nucleare. Successivamente, il ministro degli esteri Lavrov ha dichiarato che una Terza Guerra Mondiale sarebbe nucleare. Il panico per un attacco catastrofico è cresciuto in Europa e la psicosi ha raggiunto un livello tale che anche in Italia è partita la corsa all’acquisto di bunker.

In realtà esiste l’ordine esecutivo numero 335, firmato da Putin l’8 giugno 2020 (questo è il documento ufficiale), che delimita il potere di azione del presidente e gli conferisce la possibilità di autorizzare la procedura di lancio di un missile nucleare solo come strumento difensivo in caso di aggressione contro la Russia e i suoi alleati. In altre parole, Putin può decidere di lanciare un attacco nucleare, ma solo in determinate situazioni che, nel momento in cui scriviamo, non si sono verificate.

Chi può dare l’ordine ed iniziare una guerra nucleare

Secondo l’ordine esecutivo 335 del 2020, il presidente Vladimir Putin può dare l’ordine di lanciare un missile nucleare solo al compiersi di determinate condizioni di attacco contro la Russia o i suoi alleati e dopo aver messo in stato di allerta il sistema di deterrenza nucleare. Può farlo attraverso la valigetta Cheget, un apparecchio che viene consegnato ad ogni nuovo presidente durante una cerimonia.

Vladimir PutinFonte foto: MIKHAIL KLIMENTYEV/Sputnik/AFP via Getty Images

Non si tratta di un pulsante rosso che fa partire il missile, ma di un sistema di comunicazione chiamato Kavkaz (il nome locale per indicare il Caucaso), che trasmette l’ordine ad una rete costituita dalle altre due persone al comando delle Forze Strategiche Nucleari (il ministro della difesa e il capo di stato maggiore) e che è in vigore fin dal 1985 con Gorbachev. Anche loro hanno delle valigette Cheget che vanno attivate per poter procedere con il lancio.

In quali casi la Russia può lanciare un missile nucleare

Lo scopo del piano di deterrenza, secondo il documento sottoscritto da Putin nel 2020, è di natura puramente difensiva. “La Federazione Russa si riserva il diritto di usare armi nucleari in risposta all’utilizzo del nucleare e di altri tipi di armi di distruzioni di massa contro di essa e/o dei suoi alleati – si legge nel protocollo 335 – così come nel caso di aggressione contro la federazione Russa con l’utilizzo di armi convenzionali quando la stessa esistenza dello stato è in pericolo”.

Nel dettaglio, vengono indicate le uniche quattro casistiche che possono giustificare la richiesta di Putin di un intervento militare con armi nucleari:

  • l’arrivo di informazioni affidabili su un lancio di missili balistici sui territori della Federazione Russa o dei suoi alleati;
  • l’utilizzo di armi nucleari o di distruzione di massa da parte di un avversario contro la Federazione Russa o i suoi alleati;
  • l’attacco da parte di un avversario contro siti governativi o militari vitali della Federazione Russa, l’interruzione dei quali potrebbe indebolire le azioni di risposta delle forze nucleari;
  • l’aggressione contro la Federazione Russa con l’utilizzo di armi convenzionali quando la stessa esistenza dello stato è messa in pericolo.

Cosa succederebbe se Putin dovesse dare l’ordine di lanciare un missile nucleare

È bene ribadire che fino ad oggi le armi nucleari sono state utilizzate solo nel 1945 quando, durante la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti hanno bombardato le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Oggi nessuno ha interesse a scatenare una Terza Guerra Mondiale che potrebbe avere effetti catastrofici sull’intero pianeta. Tuttavia, esiste una procedura per il caso estremo di lancio di una testata nucleare.

Base di lancio dei missili nucleari a MoscaFonte foto: robert wallis/Corbis via Getty Images

Per prima cosa, Putin lancerebbe l’ordine attraverso la valigetta Cheget. A questo punto, anche il ministro della difesa (Sergej Šojgu) e il capo di stato maggiore (fino a pochi giorni fa Valery Gerasimov, ora estromesso dall’incarico) dovrebbero attivare il loro Cheget. Questo sarebbe il punto di non ritorno e i codici arriverebbero al personale incaricato di lanciare la testata nucleare dai silos o dai sottomarini.

Il sistema automatico di emergenza Perimetr

In caso di emergenza esiste anche una procedura automatica di lancio di testate nucleari da postazioni terrestri. Si tratta del sistema Perimetr che bypassa la catena di comando della cosiddetta “triade russa del nucleare” e rappresenta l’ultima spiaggia. Questa procedura inoltra automaticamente i codici di lancio nel caso in cui, tramite dei rilevatori di impatto, dovesse registrare la distruzione dei centri di controllo e comando. Si tratta a tutti gli effetti di un’assicurazione da parte di Mosca per evitare attacchi che potrebbero comprometterne i centri di potere.

Sottomarino nucleare russoFonte foto: Oleg Kuleshov\TASS via Getty ImagesSottomarino nucleare russo

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