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Zaia e il dopo Salvini, il governatore svela il suo futuro

Un incarico governativo o alla guida del partito? Le parole del'amministratore del Veneto

Se il coronavirus non ha messo in ginocchio il Veneto, secondo molte persone il merito è soprattutto del governatore Luca Zaia. Il presidente della Regione ha messo d’accordo tutti, da destra a sinistra, sulla bontà della gestione dell’emergenza. Tanto che qualcuno lo vedrebbe perfetto in Parlamento, se non addirittura come nuovo leader della Lega al posto di Matteo Salvini. All’Adnkronos, Zaia ha svelato i suoi piani per il futuro.

Tra un ruolo a Roma, nel governo centrale, e il Veneto “scelgo il Veneto, non c’è dubbio. Io sono concentrato sul Veneto e ho un impegno con i veneti. Punto”. Luca Zaia è parso sicuro e in un certo senso irremovibile.

“Ringrazio tutti per il sostegno e per il calore – ha aggiunto -, ma dopo la gloria viene sempre l’invidia, dunque mi creano solo un problema” le voci in direzione governo.

“Io ho altri pensieri – ha ribadito -, resto fermo in Veneto”. E sulla leadership della Lega, “non ho né mire romane né mire di scalate politiche nel partito. Con Salvini ho rapporti ottimi”.

Luca Zaia e l’emergenza in Veneto

Il Veneto, Regione chiave anche dal punto di vista economico, ha retto a dispetto di Lombardia e Piemonte. Ma qual è il segreto?

“I veneti – ha spiegato Zaia – hanno una resilienza unica, sono come un formicaio: lo puoi distruggere, ma rinasce subito dopo. I nostri cittadini andavano in piazza non per avere il reddito di cittadinanza, ma per tornare a riaprire l’attività e tornare a lavoro”.

La minaccia di tornare a chiudere davanti all’immagine della movida? “Non è una minaccia, è una constatazione. Abbiamo solo 44 persone in terapia intensiva, delle quali la metà sono ‘corona free’, perché si sono negativizzati. Ognuno è responsabile della cura: se ci comportiamo male, è inevitabile che si torni negli ospedali, che tornino i ricoveri. Non bisogna abbassare la guardia”.

Zaia: “Annus horribilis per Venezia”

“Per Venezia – ha ricordato il governatore – è stato un annus horribilis, tra incidenti di navi da crociera, acqua alta ed emergenza Covid sono mesi che non tocca più palla. Per la Biennale so che il presidente Cicutto sta spingendo moltissimo per ripartire, siamo pronti per far come e meglio di prima”.

Per quel che riguarda le spiagge venete, “da me sono già aperte, io ho aperto tutto, siamo la realtà più importante a livello nazionale per il turismo, facciamo 70 milioni di presenze e 18 miliardi di fatturato. Il turismo è la prima industria in Veneto, è essenziale che il motore si rimetta in moto prima possibile”.

Le accuse al governo e il dualismo Nord-Sud

Sull’operato del governo in emergenza Covid-19, Zaia ha detto: “Non voglio fare polemiche, dico che è stata un’emergenza terribile. Al governo, se devo fare un j’accuse, è che ha degli esponenti che, maldestramente e poco rispettosamente, sia in piena crisi sia ora, continuano a dire che occorre centralizzare la sanità. È evidente che a Roma vivono l’autonomia come una sottrazione di potere, mentre è un’assunzione di responsabilità”.

Infine, un passaggio sullo storico dualismo Nord-Sud: “Questa storia deve finire. Noi vogliamo l’autonomia, ma un Paese autonomo deve puntare al riscatto di tutte le comunità, non avrebbe senso con una parte che non ce la fa. Rientra nel modello autonomista la solidarietà e la sussidiarietà nazionale”.

VIRGILIO NOTIZIE | 20-05-2020 14:07

Dalla mascherina tricolore alla visiera: i look dei politici Fonte foto: Ansa
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