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Via al patto anti-inflazione, ma rischio flop: dubbi e timori delle associazioni dei consumatori

Via al patto anti-inflazione, con sconti fino al 10% sui beni di prima necessità. Dagli esperti il dubbio sull'efficacia per il caro-vita

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Giorgia Bonamoneta

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista, si concentra sulla politica e la geopolitica, scrive anche di economia e ambiente. Laureata in Editoria e Scrittura presso La Sapienza di Roma, ha iniziato a scrivere per una testata impegnata sui diritti civili, prima di lavorare in diverse testate di attualità.

Giovedì scorso è stato firmato il “patto anti-inflazione” che prevede un trimestre (dal 1° ottobre al 31 dicembre) di sconti fino al 10% su tutti i prodotti di prima necessità. La proposta ha lo scopo di calmierare i prezzi al supermercato e aiutare le famiglie in difficoltà. Secondo diverse associazioni però lo strumento è un flop annunciato e i dubbi non mancano neanche tra vari esperti. Il rischio infatti è che l’iniziativa non sia efficace come sperato per altri problemi, come il caro-benzina che pesa sul costo dei prodotti alla voce “trasporto”.

Che cos’è il patto anti-inflazione

Il “patto anti-inflazione” è una delle misure pensate dal governo Meloni (insieme al bonus benzina da 80 euro) per aiutare le famiglie in difficoltà. Questo, al contrario dei bonus che sono limitati ad alcune fasce di reddito, prevede uno sconto fino al 10% su tutti i beni di prima necessità (alimentari e non).

Sono 30 le associazioni che hanno siglato il patto a Palazzo Chigi e tantissimi i negozi che hanno aderito all’iniziativa: oltre 20 mila punti vendita su tutto il territorio.

 Le firme simboliche delle sigle che hanno aderito al patto anti-inflazione (28 settembre 2023)

Come funzionano gli sconti?

Il “patto anti-inflazione” prevede che supermercati, farmacie e negozi aderenti si identifichino ai clienti con un bollino tricolore sull’ingresso. L’iniziativa “trimestre anti-inflazione” prevede che anche le imprese non iscritte alle associazioni che hanno firmato il patto possano accedere al bollino tricolore identificativo.

Gli sconti saranno applicati dagli esercizi commerciali in autonomia. Saranno questi a scegliere quali beni scontare, purché siano beni di prima necessità e di largo consumo. Non c’è un elenco fisso e non esistono restrizioni per i beneficiari. Tutti, al di là della propria situazione economica, potranno accedere ai beni scontati.

Quali sono i dubbi sugli sconti?

Dubbi e critiche provengono tanto gli esperti quanto da alcune associazioni. L’economista dell’Università di Ginevra Riccardo Trezzi ha commentato l’iniziativa su Pagella Politica spiegando che “se si cerca di abbassare il prezzo di un prodotto è probabile che a lungo andare ci sia sempre più scarsità di questo bene sul mercato, perché i produttori non saranno più disposti a immetterlo sul mercato a quel prezzo”. Non è il solo a crederlo, altri esperti concordano su questo punto.

Inoltre le associazioni dubitano che l’iniziativa possa avere un impatto reale sul risparmio complessivo e questo perché il caro-benzina pesa sul costo finale dei prodotti ben più dello sconto che (in maniera autonoma) può scegliere di assegnare un supermercato. Gli sconti, con meno entusiasmo del governo, sono considerati un primo passo, ma non la soluzione al caro-vita.

Fonte foto: ANSA

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