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L'appello di Elena, colpita da un pugno in stazione a Lecco

La donna chiede che la sua storia non venga strumentalizzata e più sicurezza nelle strade

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Si chiama Elena ed è un medico neurologo, la 56enne colpita con un pugno in faccia da uno sconosciuto originario del Togo nella stazione di Lecco. Dimessa dall’ospedale con prognosi di un mese, ha la vertebra cervicale incrinata, difficoltà a stare in piedi e tenere gli occhi aperti per il trauma subito. Ai microfoni del Corriere della Sera ha raccontato cos’è successo l’11 settembre.

«Avevo già timbrato il biglietto e stavo raggiungendo il quarto binario, ero diretta a Monza per un colloquio di lavoro, quando ho sentito le grida di una ragazza. Poi ho visto quest’uomo alto venire verso di me. Sul volto un ghigno, ho avuto l’impressione che parlasse da solo, mi fissava. Ricordo che ha allargato le braccia e poi più nulla, il buio, ho perso conoscenza. Quando mi sono svegliata accanto a me c’erano gli agenti della polizia ferroviaria e una donna che mi teneva le gambe sollevate» ha riferito ai giornalisti.

Il 24enne, immigrato senza permesso di soggiorno, in preda a un raptus, ha anche spinto una 18enne alla stazione di Lecco. Per Elena purtroppo non si è trattato di una prima volta. Nel 2003 era stata aggredita e picchiata da uno sconosciuto mentre tornava a casa: «Fermata da un drogato sbucato da una siepe. Minacciata, percossa, lasciata libera dopo quasi un’ora. Non l’hanno mai preso, forse nemmeno hanno creduto alla mia denuncia in quell’occasione. Ma questa volta fortunatamente ci sono le immagini a parlare», ha raccontato riferendosi al video che ha permesso l’identificazione del suo assalitore.

Sulla solidarietà espressa da sindaco, questore e prefetto di Lecco ha affermato: «No grazie, non mi serve. Non ho bisogno delle parole di circostanza, ma di rispetto e sicurezza. Questo è quanto chiedo per me e per tutti i cittadini. E invece per la seconda volta nella mia vita è accaduto ancora».

«Non voglio però che questa vicenda venga strumentalizzata», ha voluto sottolineare Elena. «Chi mi ha picchiato nel sottopassaggio farneticava e il disagio psichico non dipende dalla razza. Però pretendo che mi venga garantita protezione perché non si può andare a un colloquio di lavoro e risvegliarsi in ospedale».

Da giovedì sera il 24enne responsabile dell’aggressione si trova in carcere, dopo essere stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio. È accusato di lesione continuate e aggravate da futili motivi.

Fonte foto: Ansa

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