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Sondaggi politici: sorpresa sul leader preferito dagli italiani

Ecco come sono cambiate le intenzioni di voto degli italiani nel corso del 2019

Volge ormai al termine il 2019, anno ricco di turbolenze, tensioni e novità nel panorama politico italiano. Dall’inizio dell’anno, quando al potere c’era il governo nato dall’alleanza Lega-M5s, tante cose sono cambiate e gli equilibri politici si sono sempre più accentuati.

Ipsos, nell’ultimo sondaggio dell’anno redatto per il Corriere della Sera, ha fatto il punto della situazione sui dati del 2019.

Intenzioni di voto, i dati del 2019

Secondo quanto raccolto da Nando Pagnoncelli, osservando il cammino della Lega dalle Europee fino a fine anno, il partito segnala un piccolo ridimensionamento del proprio consenso: si passa infatti dal 34% delle Europee, per arrivare all’attuale 32%, con una netta perdita rispetto al 36% di fine luglio, dominato dal blocco delle navi che portano i migranti.

Il Movimento 5 Stelle si colloca sostanzialmente al livello registrato alle Europee, passando dal 17,1% all’attuale 17,7%, poco più della metà del consenso ottenuto alle Politiche. Tra agosto e settembre il picco di risultati (24,2% e 20,8%) poi nuovamente la flessione.

Il Partito Democratico, che sino a settembre si era tenuto all’incirca sui livelli delle elezioni europee, perde oltre 4 punti e si colloca al 18% circa dei voti. La perdita, secondo quanto sottolinea, è conseguente anche alla scissione renziana.

Forza Italia perde un punto rispetto ad inizio anno (dall’8.4% al 7,4% attuale), mentre Fratelli d’Italia, stimata sopra il 10%, guadagna oltre 4 punti in più rispetto alle Europee.

Sondaggi, nel 2019 “cadono” i leader politici

I leader vedono andamenti simili a quelli dei partiti. Secondo i dati Ipsos Salvini, che aveva un indice vicino al 60% nella primavera, dopo la crisi di governo di agosto è sceso al 42 e successivamente arretrato al 37-38%.

Di Maio, a chiusura d’anno, arriva invece ai minimi storici: indice di 21, più che dimezzato rispetto agli inizi dell’anno. La figura del leader M5s incarna un po’ la crisi del partito della sua proposta politica, che non riesce a soddisfare gli elettori di riferimento.

Il segretario generale del Pd Nicola Zingaretti si colloca intorno al 25%, con un calo dell’appeal registrato immediatamente dopo le primarie.

La rivelazione, secondo i dati Ipsos, è la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che compete ex aequo con Salvini, ora al 36%. Meloni, viene sottolineato dei nati, è l’unico leader che dà segnali di crescita, consolidandosi nella sua area.

Agli ultimi posti di questa classifica ci sono invece Berlusconi e Renzi, il primo penalizzato dalla mancanza di un ruolo centrale e che vede la propria formazione progressivamente dividersi, il secondo che non è riuscito, nonostante la scissione e la ripresa di presenza mediatica, a risalire la china del dopo referendum e, anzi, segnala ulteriori piccole contrazioni dovute alla vicenda Open.

L’esecutivo giallorosso si stabilizza intorno al 44%, 10 punti sotto quello gialloverde che godeva anche di un consenso elettorale più importante. Il presidente del Consiglio Conte oggi ha un indice di gradimento del 47%.

VIRGILIO NOTIZIE | 31-12-2019 14:10

Capodanno 2020, ecco cosa faranno i politici italiani Fonte foto: Ansa
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