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Ruby ter, testimone chiave ammette: "Ho subito violenze fisiche"

Chiara Danese, testimone chiave del processo, lancia delle accuse pesanti sulle serate hard di Arcore

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Prosegue il processo a Silvio Berlusconi sul caso “Ruby ter” che vede il Cavaliere e leader di Forza Italia accusato di corruzione in atti giudiziari. Entrato nel vivo lo scorso 14 ottobre, il processo ha visto testimoniare anche Chiara Danese, testimone chiave, che è tornata a ribadire quello che era il contesto delle serate “bunga-bunga” di Arcore.

Nel corso della deposizione, come riportato da Ansa, la donna ha confermato: “Ho visto e subito una violenza psicologica e fisica. Ho sofferto tanto, anche ora sono in cura e prendo dei farmaci”. Accuse pesanti quelle della donna che, all’epoca dei fatti 18enne, è tornata oggi a confermare la versione data già nelle deposizioni precedenti che l’avevano vista protagonista.

Ricordando le serate del 2010 nella villa di Arcore, Chiara Danese è anche scoppiata a piangere davanti ai giudici. Gli imputati al processo, oltre Silvio Berlusconi, sono 28.

La testimone chiave, rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, ha fornito molti dettagli che aveva già reso nelle testimonianze nei processi a carico di Berlusconi e di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.

Dopo una pausa, dovuta dallo choc psicologico della 27enne dopo la confessione, ha poi raccontato: “Questa situazione mi ha rovinato la vita, sono stata vittima di bullismo, non potevo più uscire di casa dopo che il mio nome era finito su tutti i giornali, ho sofferto di depressione, di anoressia, e ancora oggi sono in cura, vivo in una realtà piccola e mi hanno affibbiato un’etichetta”.

“In passato sono stata minacciata da persone che conoscevano quello che era successo, ho avuto tanta paura, le ho ricevute da personaggi che fanno parte di questo processo, mi dicevano ‘stai attenta, guardati le spalle'”, ha detto poi ai cronisti, come riferisce Ansa. In aula la Danese ha parlato di “minacce” da un ex collaboratore di Lele Mora.

Serate hard ad Arcore, la ricostruzione

Nel corso della deposizione la 27enne ha poi ammesso di essere arrivata ad Arcore su invito di Emilio Fede che le aveva promesso che avrebbe fatto “la ‘meteorina’ a 5mila euro a settimana”. “A 18 anni purtroppo non conoscevo Berlusconi, ero un po’ ignorante, a me all’inizio Arcore sembrava solo un locale esclusivo di Milano” ha aggiunto.

Dopo aver racconto delle “barzellette sconce”, che l’allora premier avrebbe raccontato a cena, e poi ancora della famosa “statuetta di Priapo” con la quale le giovani ragazze presenti “simulavano rapporti orali”, Chiara Danese ha ammesso che Berlusconi veniva chiamato “papi” dalle ragazze che “lo baciavano in bocca”.

“Mentre ci accompagnava ci toccava dietro, a me e ad Ambra (Battilana, teste che deporrà in un’altra udienza, ndr), io avevo paura”, ha proseguito. Poi, descrivendo ciò che accadeva nella sala del bunga-bunga, ha svelato: “C’erano balletti erotici davanti al palo, per le altre ragazze sembrava la normalità. Arrivò la Minetti, ballò attorno al palo e si spogliò tutta e poi si fece baciare i seni da Berlusconi”.

Dopo aver assistito a queste scene, la Danese ha ammesso di aver chiesto all’accompagnatore Emilio Fede di andar via dalla villa “perché mi sentivo male, mi sentivo a disagio“.

Tra le testimoni chiave del processo “Ruby ter” c’era anche Imane Fadil, morta a marzo per un’aplasia midollare associata a un’epatite acuta, decesso che in un primo momento era avvolto nel mistero.

Fonte foto: Ansa

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