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Regionali in Calabria, la previsione di Salvini e l'attacco al Pd

Durante un comizio in Calabria il leader della Lega va all'attacco del Pd e del governo

“Il Pd può dire quello che vuole, perdono con 20 punti di distacco in Calabria. Ve lo firmo. E la Lega potrebbe diventare il primo partito”. Queste le parole, riportate dall’Ansa, pronunciate da Matteo Salvini parlando con i giornalisti a Serra San Bruno (Vibo Valentia) durante un evento elettorale per le regionali in Calabria.

“De Micheli dice che faccio chiacchiere? La sinistra governa da 5 anni in Calabria e per anni in Italia. La Lega un anno e sulle forze dell’ordine e le assunzioni ho messo il doppio di quattrini e uomini. E qua ho in testa idee precise”, ha aggiunto il leader leghista.

“Il voto di domenica  – spiega Salvini – sarà regionale ma anche nazionale perché ricordo che il Pd e l’attuale governo vogliono tornare alla legge Fornero, cancellando quota 100 che sarebbe un disastro per i lavoratori e per i giovani. Quindi è una scelta di vita, di futuro”.

“C’è una sinistra che parla solo di passato, di razzismo, di fascismo. E invece ci sono delle terre che vogliono parlare di lavoro, sviluppo, di strade, porti e aeroporti”.

Poi, rispondendo alla domanda su chi avrebbe chiamato prima delle due candidate del centrodestra alle regionali in caso di vittoria, Salvini ha afferamto che “Domenica sera facciamo una telefonata in contemporanea e in diretta con Jole Santelli e Lucia Borgonzoni per complimentarci”.

“Il bello – ha aggiunto – è che qualcuno delle donne parla e noi come Lega le valorizziamo perché in Umbria ha vinto Donatella, in Calabria vince Jole e in Emilia vince Lucia. La sinistra evidentemente si è dimenticata l’importanza di avere donne toste in politica”.

L’ex ministro ha parlato anche della vicenda Gregoretti: “Voglio che gli italiani capiscano se Salvini, quando ha difeso i confini, ha fatto un gesto utile alla nazione o è stato un criminale. Sono stufo di avere un’inchiesta ogni sei mesi”.

“Vado in quel tribunale e voglio vedere in faccia un giudice che mi dice ‘tu che hai tutelato il tuo Paese sei un criminale che deve andare in galera’ e poi vediamo come reagiscono gli italiani”, ha detto Salvini.

Sul digiuno, iniziato ieri come forma di protesta per il caso Gregoretti, il leghista ha detto: “Non ho ancora mangiato, arrivo a stasera”.

“Non è Bella ciao, da lunedì è ciao belli, o forse è meglio solo ciao, visto che bello è soggettivo”. Così Matteo Salvini ha risposto ad un gruppo di giovani che lo contestavano durante il comizio a Serra San Bruno.

“Avrebbero bisogno anche quelli là – ha detto Salvini – di andare in monastero, in silenzio. Silenzio, rispetto, preghiera e buona educazione. Sapete perché vinciamo, al di là dei disastri del Pd, e vinciamo anche in Emilia? Perché ho incontrato migliaia di persone con cui ho parlato di futuro, ospedali, strada statale 106, pesca e turismo e l’unica risposta della sinistra è quella, gli insulti”.

“Sono passati  – ha aggiunto – da scemo scemo a buffone. È un’evoluzione del pensiero interessante, da Petrarca a Boccaccio. Un po’ di servizio militare vi farebbe bene. Sono orgoglioso di rappresentare la Calabria educata e per bene. Gli insulti li lasciamo a sinistra”.

VIRGILIO NOTIZIE | 22-01-2020 13:06

Elezioni regionali in Calabria: chi sono i candidati Fonte foto: Ansa
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