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Polmonite dei bambini in Cina causata da un nuovo virus? La risposta di Pechino dopo il pressing dell'Oms

È arrivato il chiarimento da Pechino sui casi di polmonite nei bambini in Cina: è legata a un nuovo virus? Cosa è emerso dopo il pressing dell'Oms

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Stefano D'Alessio

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista. Laureato in Comunicazione, per anni si è occupato di sport e spettacolo. Scrive anche di attualità, cronaca e politica. Ha collaborato con importanti testate e programmi radio e tv, a livello nazionale e locale.

La polmonite nei bambini in Cina è legata a un nuovo virus? Il recente boom di casi ha fatto scattare l’allarme in tutto il mondo, anche e soprattutto in considerazione del precedente legato al Covid-19. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) si è già attivata per chiedere chiarimenti alle autorità di Pechino, che hanno fornito le prime risposte.

Polmonite dei bambini in Cina: il chiarimento da Pechino

La recente ondata di malattie respiratorie in Cina, che ha spinto anche l’Oms a chiedere chiarimenti a Pachino, è dovuta all’influenza e ad altri agenti patogeni noti, non a un nuovo virus.

A riferirlo, come riportato da ‘Rainews’, è stata la Commissione sanitaria nazionale, in occasione di un briefing tenuto nella giornata di domenica. La Commissione sanitaria cinese ha reso noto che i recenti “gruppi di infezioni respiratorie sono dovuti a una sovrapposizione di virus comuni come influenza, rinovirus, virus respiratorio sinciziale o RSV, adenovirus e batteri” come il mycoplasma pneumoniae, che è un comune responsabile di infezioni del tratto respiratorio.

La Commissione ha invitato le autorità locali ad aprire più ambulatori e a promuovere le vaccinazioni tra i bambini e gli anziani, ora che il Paese ha revocato le restrizioni post Covid-19.

Il portavoce Mi Feng ha detto: “Dovrebbero essere compiuti sforzi per aumentare l’apertura di cliniche e aree di trattamento, per estendere gli orari di servizio e per aumentare la fornitura di medicinali”. Non solo: è stato consigliato l’uso delle mascherine e invitato le autorità locali a concentrarsi sulla prevenzione della diffusione di malattie in luoghi affollati come scuole e case di cura

Giovedì scorso l’Oms ha riferito che i funzionari di Pechino hanno fornito i dati richiesti, dai quali è emerso, a partire da ottobre, un aumento dei ricoveri ospedalieri di bambini a causa di malattie tra cui infezioni batteriche, RSV, influenza e virus del raffreddore comune. Il picco di pazienti, stando alle rassicurazioni fornite dalla Cina, non ha sovraccaricato gli ospedali del Paese.

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L’allarme dell’epidemiologo sulla polmonite in Cina

Il primo a ipotizzare che i casi di polmonite nei bambini in Cina fossero legati al Mycloplasma pneumoniae, un microrganismo responsabile di diverse patologie che interessano prevalentemente l’apparato respiratorio, è stato l’epidemiologo Eric Feigl-Ding, che ha poi rilanciato l’allarme con diversi post e video sulla situazione.

L’allerta lanciata da ProMed

La prima allerta lanciata da ProMed, il sistema di sorveglianza delle malattie emergenti dell’International Society for Infectious Diseases (che nel 2019 aveva lanciato il primo allare sul virus poi ribattezzato Sars-CoV-2) è datato 22 novembre.

Quel giorno, ProMed ha emanato una nota facendo riferimento a una “polmonite non diagnosticata” nei bambini, con febbre alta e tracce nei polmoni, ma senza tosse.

I sintomi riferiti da ProMed, più nello specifico, sono febbre, assenza di tosse e presenza di noduli polmonari, aree circoscritte di tessuto polmonare a densità maggiore, rilevabili con una radiografia.

Fonte foto: ANSA

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