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Coronavirus: "4 volte più morti dei dati ufficiali", lo studio

A Bergamo il rapporto tra morti da Covid-19 e decessi anomali sale a 10,4. Il primo cittadino di Nembro lancia l'allarme

Il sindaco di Nembro Claudio Cancelli e l’amministratore delegato del Centro medico Santagostino Luca Foresti, entrambi fisici, hanno condotto uno studio sui decessi avvenuti nel bergamasco durante l’emergenza coronavirus. In base ai dati analizzati, sarebbe emerso un numero di vittime di Covid-19 molto più alto rispetto ai dati ufficiali.

“Nembro”, tra i comuni più colpiti nel Nord Italia, “avrebbe dovuto avere, in condizioni normali, circa 35 decessi. Quelli registrati quest’anno dagli uffici comunali sono stati 158. Ovvero 123 in più della media. Non 31 in più, come avrebbe dovuto essere stando ai numeri ufficiali dell’epidemia di coronavirus”, hanno scritto sul Corriere della Sera i due fisici.

“La differenza è enorme e non può essere una semplice deviazione statistica. Le statistiche demografiche hanno una loro costanza, e le medie annuali cambiano solo quando arrivano fenomeni del tutto nuovi“, hanno spiegato il primo cittadino e il dirigente sanitario.

“In questo caso il numero di decessi anomali“, hanno sottolineato, “è pari a 4 volte quelli ufficialmente attribuiti a Covid-19″.

“Nell’ipotesi niente affatto remota che tutti i cittadini di Nembro abbiano preso il virus, con moltissimi asintomatici, 158 decessi equivarrebbe a un tasso di letalità dell’1%. Che è proprio il tasso di letalità atteso e misurato sulla nave da crociera Diamond Princess e, fatte le dovute proporzioni per struttura demografica, in Corea del Sud“, hanno spiegato sul Corriere della Sera.

I due fisici hanno analizzati anche i numeri dei comuni di Cernusco sul Naviglio (Milano) e Pesaro utilizzando la stessa metodologia, cioè confrontando il numero di morti dello stesso periodo negli anni precedenti e i picchi del contagio da coronavirus. In entrambi i casi il numero di decessi anomali è risultato pari a 6,1 volte quelli ufficialmente attribuiti alla Covid-19.

Nel caso di Bergamo invece il rapporto sale a ben 10,4 volte. Lo stesso primo cittadino di Bergamo Giorgio Gori aveva lanciato l’allarme riguardo un numero di decessi più alto rispetto ai dati ufficiali.

“È estremamente ragionevole pensare che queste morti in eccesso siano in larga parte persone anziane o fragili che muoiono a casa o in strutture residenziali, senza essere ricoverate in ospedale e senza essere sottoposte a tampone per verificare che fossero effettivamente malate di Covid-19. Dato il calo che si è visto negli ultimi giorni dopo il picco, è probabile che a Nembro si stia raggiungendo l’immunità di gregge“, hanno spiegato.

“Nembro rappresenta in piccolo quello che accadrebbe in Italia se tutti fossero contagiati dal coronavirus: morirebbero 600mila persone. I numeri di Nembro, inoltre, ci suggeriscono che dobbiamo prendere quelli dei decessi ufficiali e moltiplicarli almeno per 4 per avere l’impatto reale della Covid-19 in Italia in questo momento”, hanno sottolineato sul Corriere della Sera.

In base ai dati, il sindaco e il dirigente suggeriscono di “analizzare i dati dei singoli comuni in cui ci siano almeno 10 morti di Covid-19 ufficiali e verificare se corrispondano alle morti reali. Il nostro timore è che non solo il numero dei contagiati sia largamente sottostimato a causa del basso numero di tamponi e test che vengono fatti, quindi della sparizione degli asintomatici dalla statistica, ma che lo sia anche, dati dei Comuni alla mano, quello dei morti”.

“Siamo di fronte ad un evento epocale e per combatterlo abbiamo bisogno di dati credibili sulla realtà della situazione, diffusi con trasparenza tra tutti gli esperti e le persone che con responsabilità devono gestire la crisi. Sulla base di questi dati possiamo capire e decidere cosa è giusto fare, nei tempi che la crisi richiede”, hanno concluso i due fisici.

VIRGILIO NOTIZIE | 26-03-2020 08:49

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