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Movida, Crisanti va controcorrente: "I ragazzi sono vittime"

L'esperto Andrea Crisanti ha preso posizione sulle polemiche sulla movida 'selvaggia' nelle città italiane

Andrea Crisanti, professore di Microbiologia a Padova, protagonista di un’accesa polemica con la Regione Veneto, è intervenuto su ‘Il Fatto Quotidiano’ per parlare della Fase 2 dell’emergenza coronavirus e del caso “movida”, prendendo le difese dei ragazzi criticati.

Crisanti ha detto: “Ci sono meno persone infette, c’è l’uso delle mascherine, la cautela di evitare assembramenti in spazi chiusi. Purtroppo, però, queste riaperture sono state fatte senza analisi di rischio. Non siamo in grado di prevedere nulla”.

Il professore di Microbiologia ha spiegato: “Bisognava cercare di capire esattamente quanti sono i casi reali, facendo emergere tutto il sommerso, tutte le persone che telefonano perché stanno male a casa. E invece siamo in mano a guanti, mascherine e bel tempo”.

Nello specifico, sulle tante polemiche sulla movida emerse in questi giorni, Crisanti ha detto: “Non condivido tutta questa esecrazione dei ragazzi che non osservano le disposizioni. Sono vittime di messaggi assolutamente incoerenti: prima che le mascherine non servono, poi che devono essere marcate Ce, poi che possono andare anche senza il marchio e alla fine che van bene anche se te le fai da solo”.

L’esperto ha parlato anche della prevista riapertura delle frontiere: “È una follia. Senza nessun approccio per tracciare, controllare queste persone, verificare se sono infette rischiamo di mandare all’aria tutto il lavoro fatto finora. Lo trovo veramente irresponsabile”.

Polemica Regione Veneto-Crisanti: l’esperto attacca

Infine, sulla polemica con la Regione Veneto, Crisanti ha detto: “È una polemica a senso unico. Io l’ho ignorata fino all’ultimo, ma quando vengono dette delle bugie a fini politici, con sprezzo di tutte le sofferenze e dei morti, devo rispondere perché sono indignato. Si vuole riscrivere la narrativa per accaparrarsi un dividendo politico”.

E ancora: “Se in Veneto esisteva un piano regionale sui tamponi al 31 gennaio allora mi devono spiegare come mai l’11 febbraio il direttore della Sanità regionale mi ha minacciato di danno erariale perché cercavo di intercettare gli asintomatici che venivano in Italia. Sia chiaro che se non fossi stato fermato, probabilmente le prime infezioni le avremmo intercettate e l’epidemia avrebbe avuto un corso completamente diverso. Chi ha scritto quelle lettere ha una responsabilità precisa. Mi indigna che queste persone tentino di riscrivere la storia”.

VirgilioNotizie | 24-05-2020 11:47

Fase 2, movida a Brescia: scatta il coprifuoco. Le immagini Fonte foto: Ansa
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