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Lockdown totale, Ricciardi risponde alla richiesta di dimissioni

Il consulente del ministro della Salute torna sulla sua richiesta di un nuovo lockdown dopo le polemiche del mondo politico

Walter Ricciardi risponde alle richieste di dimissioni arrivate dal mondo politico, dopo le polemiche seguite alla sua proposta di un ritorno a un lockdown nazionale. “Queste sono considerazioni che lascio alla politica. Se posso essere utile al Paese con i miei consigli, lo faccio a livello internazionale e lo faccio anche in Italia: altrimenti mi faccio da parte” dice così intervistato da Rainews 24 il consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza.

Tra le reazioni, uno dei primi a bocciare immediatamente contro la proposta di Ricciardi è stato Matteo Salvini: “Non se ne può più di esperti che parlano ai giornali, seminando paure e insicurezze, fregandosene di tutto e tutti. Non si può terrorizzare 60 milioni di italiani“, ha dichiarato come riportato dal Corriere.

“Un consigliere di un ministro non può alzarsi una mattina e parlare di chiusura totale. Prima ne parli con il presidente del Consiglio” è stato il commento del leader della Lega.

Sulla polemica suscitata dalle sue parole ritorna oggi il professore di Igiene dell’Università del Sacro Cuore: “C’è una situazione che epidemiologica oggi grave, ingravescente e incompatibile con gli assembramenti. È di fatto pericolosa per l’ arrivo di queste varianti che sono molto insidiose sia dal punto di vista della contagiosità che anche purtroppo della letalità. E sono pericolose anche per la capacità di sfuggire eventualmente al vaccino come nel caso della variante sudafricana per AstraZeneca“, ha detto in collegamento TV Ricciardi.

“Quindi dobbiamo in questo momento serrare un po’ le fila e scegliere una strategia di aggressione nei confronti del virus non si inseguimento“, ha aggiunto.

Alla base del ragionamento di Ricciardi si trovano anche i timori della riapertura degli impianti sciistici, che anche a causa del suo parere sono stati chiusi dal ministro della Salute Roberto Speranza, preoccupato dall’avanzare della variante inglese: “Probabilmente non ha giovato questo passaggio di consegne -sostiene riferendosi al cambio di governo – ma di fatto la situazione epidemiologica prevedeva questo tipo di fenomeno già da ottobre novembre. Infatti quei Paesi che non hanno chiuso gli impianti sciistici sono quelli, come la Svizzera, che hanno fatto penetrare la variante inglese e che in questo momento sono in condizioni peggiori”.

Infine il professore chiarisce la sua idea di lockdown: “Fare una chiusura mirata magari concentrata nel tempo per abbassare la curva epidemica al di sotto dei 50 casi per 100mila abitanti, ricominciare a testare a tracciare come fanno per esempio i neozelandesi, che hanno chiuso con tre casi. E poi vaccinare vaccinare vaccinare a tutto spiano”.

VirgilioNotizie | 15-02-2021 16:00

Stop sci, nella Piana di Vigezzo gli impianti aprono per protesta Fonte foto: ANSA
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