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Iran attacca forze Usa: missili su base con militari italiani

I militari italiani, rifugiatisi nei bunker, risultano tutti illesi

L’Iran ha lanciato l’operazione ‘Soleimani Martire’, sferrando un attacco missilistico in Iraq contro due basi che ospitano le truppe americane e quelle della coalizione, tra cui militari italiani. Una pioggia di cruise e di missili balistici a corto raggio partita dal territorio iraniano si è abbattuta contro la base di al-Asad e contro quella di Erbil, come prima rappresaglia per l’uccisione del generale Qassem Soleimani da parte degli Stati Uniti d’America.

La televisione di Stato iraniana cita fonti ben informate della Guardia Rivoluzionaria, secondo cui circa 80 persone sono state uccise e altre 200 sono rimaste ferite in seguito al raid.

Il personale del contingente militare italiano a Erbil, secondo quanto appreso da ‘Ansa’, si è radunato in un’area di sicurezza e gli uomini si sarebbero rifugiati in appositi bunker. Risultano tutti illesi.

In una nota riportata da ‘Ansa’, lo Stato Maggiore della Difesa ha confermato che “nessun militare italiano è rimasto ferito nell’attacco missilistico contro la base statunitense di Erbil” e che “i mezzi e le infrastrutture in uso al contingente militare italiano non hanno subito danni”.

A Erbil si trova una parte consistente dei circa mille militari italiani attualmente presenti in varie località dell’Iraq.

In particolare, dal 2015 è attiva la Task force Land composta da militari dell’Esercito che hanno compiti di addestramento dei peshmerga, le forze di sicurezza curde.

I militari italiani presenti a Erbil sarebbero al momento circa 400, di cui 120 istruttori.

Il presidente americano Donald Trump ha commentato su ‘Twitter’ l’offensiva dell’Iran: “Va tutto bene! Missili lanciati dall’Iran a due basi militari in Iraq. Stiamo facendo una ricognizione dei danni e delle vittime in queste ore. Finora va bene! Abbiamo le truppe più forti e meglio equipaggiate al mondo! Rilascerò una dichiarazione in mattinata”.

A Washington, intanto, si è riunito il Consiglio per la sicurezza nazionale, alla presenza del segretario di Stato Mike Pompeo e del numero uno del Pentagono Mark Esper.

Un funzionario americano, come riporta ‘Ansa’, ha affermato che l’Iran ha lanciato 15 missili, di cui quattro non hanno centrato il bersaglio.

Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane, sul loro canale Telegram, avrebbero minacciato di attaccare direttamente l’America sul proprio territorio se Washington colpirà l’Iran in risposta agli attacchi sferrati contro le basi americane in Iraq. Lo riferisce la ‘Cnn’.

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VIRGILIO NOTIZIE | 08-01-2020 06:53

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