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Il soccorritore di Chernobyl Viktor Smagin si è suicidato: non sopportava più le cure contro le radiazioni

Si è suicidato Viktor Smagin, uno dei soccorritori di Chernobyl: dopo 7 interventi chirurgici, l'uomo ha scoperto di avere l'ennesimo tumore e non ha retto

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Dopo quasi quarant’anni il disastro di Chernobyl continua a mietere vittime: si è suicidato Viktor Smagin, ingegnere a riposo, non riuscendo più a tollerare le pesanti e dolorose cure alle quali per decenni è stato costretto a sottoporsi per tamponare gli effetti dell’avvelenamento da radiazioni.

Chi era Viktor Smagin, eroe di Chernobyl

Smagin, suicida a 75 anni, era supervisore del reattore numero 4, quello soprannominato “la Bestia”, esploso il 26 aprile del 1986 e fu tra i primi ad accorrere sulla scena del disastro per cercare di spegnere l’incendio alla centrale nucleare.

Faceva parte dei cosiddetti “liquidatori”, il gruppo nato per contenere il disastro decontaminando edifici, reattori e aree circostanti. I liquidatori si occuparono anche della costruzione del sarcofago contenitivo in cemento.

Il reattore di ChernobylFonte foto: ANSA
Il reattore di Chernobyl.

Nel giorno che terrorizzò il mondo, Smagin avrebbe dovuto prendere servizio alle 8:00 del mattino ma nella notte scorse il disastro affacciandosi alla finestra di casa e accorse immediatamente alla centrale nucleare per rendersi utile.

Molti di quegli eroi che corsero incontro al pericolo trovarono una morte rapida mentre altri, come nel caso di Smagin, hanno combattuto con drammatici strascichi per anni.

La diagnosi di Viktor Smagin: “malattia acuta da radiazioni”. Dopo 7 operazioni chirurgiche aveva recentemente scoperto di avere un nuovo tumore.

La lettera di addio di Viktor Smagin

Così uno degli ultimi eroi di Chernobyl non ha retto e si è infine arreso lasciandosi cadere dal grattacielo in cui abitava a Mosca.

Nella lettera di addio ai familiari l’uomo ha espresso il suo amore e il suo dolore.

“Miei cari: Larisa, Dima e Sveta! Ora è il momento di salutarci. Grazie mille per gli anni che abbiamo vissuto insieme. È stata felicità. Mi dispiace!”, ha scritto.

Il biglietto d’addio è stato trovato una mattina dalla moglie che si era alzata per preparare la colazione.

Nelle sue memorie Viktor Smagin ha trascritto il ricordo di quella notte: “Il personale spense l’incendio e scaricò l’olio in contenitori sotterranei; gli elettricisti si occuparono dell’idrogeno. Molti di coloro che hanno salvato la stazione hanno ricevuto dosi letali di radiazioni e sono morti in ospedale”.

Viktor Smagin non è il primo liquidatore a scegliere di uscire di scena in maniera così drammatica: un dossier di alcuni anni fa ha evidenziato l’impennata del rischio suicidio fra i reduci di Chernobyl.

Alcuni anni fa un liquidatore di nome Nagashibay Zhusupov si è suicidato dopo avere visto la serie tv sul disastro di Chernobyl.

Chernobyl oggi

A 37 anni e mezzo dal disastro di Chernobyl le radiazioni fanno ancora paura: il Dna degli animali è mutato come risulta da uno studio sulle rane e sui cani randagi.

Chernobyl Fonte foto: ANSA
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