NOTIZIE
CULTURA E SPETTACOLO

Il Louvre restituirà all’Italia sette reperti archeologici trafugati ed esportati illegalmente in Francia

Dal Louvre faranno ritorno in Italia delle opere trafugate e portate illegalmente in Francia. Del caso si era interessato anche il ministro Sangiuliano

Pubblicato:

Ubaldo Argenio

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di cultura, sport e cronaca, scrive anche di attualità, politica e spettacolo. Laureato in Scienze della Comunicazione, inizia a collaborare con testate locali di Benevento per poi passare a testate nazionali, per le quali si è occupato principalmente di approfondimenti sportivi e culturali. Lavora anche come editor.

Dal Louvre faranno ritorno in Italia sette reperti archeologici, trafugati ed esportati illegalmente in Francia. Il risultato è stato ottenuto grazie alle indagini sugli archivi di trafficanti e mercanti d’arte effettuate da due archeologi romani, che hanno poi condiviso le loro informazioni con le autorità italiane.

Sette reperti archeologici

Sono sette i preziosi reperti, attualmente esposti nella galleria Campana del Louvre, che verranno restituiti all’Italia. Tra questi, un’anfora a sfondo nero risalente al V secolo, attribuita al “Pittore di Berlino”, artista mai identificato ma considerato un indiscusso maestro delle ceramiche elleniche.

Altri reperti sono il Vaso antico del Pittore di Ixion, datato al 330 a.C. circa, un’opera firmata dal pittore di Antiménès ornata di scene mitologiche e un paio di nereidi, ninfe del mare, originarie delle Puglie.

Gennaro Sangiuliano, l’attuale ministro della Cultura 

Per Laurence des Cars, critica d’arte e presidente del museo, queste opere dalla dubbia provenienza “sono una macchia sulle collezioni del Louvre“, che ha ora avviato un’istruttoria per determinare con certezza il percorso di queste opere.

Le indagini degli archeologi

E buona parte del merito di questo risultato si deve a due archeologi romani, Maurizio Pellegrini e Daniela Rizzo, che con il supporto dell’esperto danese Christos Tsirogiannis hanno portato avanti un’indagine sugli archivi di trafficanti e mercanti d’arte.

Tutte le opere interessate, come riportato da Repubblica, sono state vendute al Louvre nel 1985 da un controverso mercante italiano, Gianfranco Becchina. Ma quando gli studiosi hanno individuato alcune criticità nel percorso di queste opere, hanno deciso di condividere le loro informazioni con le autorità.

E già nel 2018 era stata presentata una prima domanda di restituzione al Louvre, caduta nel vuoto. Forse anche a causa dell’ex presidente del museo, Jean-Luc Martinez, un archeologo che è stato indagato su un vasto traffico di antichità dall’Egitto. Ma con la nuova presidente, e le nuove domande presentate alla struttura, qualcosa si è smosso.

La restituzione dei reperti

Una nuova richiesta di restituzione era difatti stata presentata lo scorso settembre dal Direttore Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del ministero della Cultura, Luigi La Rocca, alla quale ha fatto seguito la domanda ufficiale del ministro Gennaro Sangiuliano, che aveva presentato la lista delle opere richieste in occasione di una visita nella capitale francese.

La presidente Laurence des Cars ha già promesso “totale disponibilità e collaborazione del Louvre”, dichiarando che alla lista delle opere che verranno restituite verrà aggiunta, come segno di buona volontà, una scultura ritrovata in Calabria, acquistata dal museo nel 1998 da un mercante italiano invischiato nel traffico delle antichità.

E nell’attesa che lo scambio si concluda, Laurence des Cars ha affermato di voler far chiarezza sul percorso di queste opere, mentre il ministro Sangiuliano ha espresso il suo apprezzamento per il “dialogo costruttivo” portato avanti tra le parti.

Fonte foto: IPA

© Italiaonline S.p.A. 2024Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963