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Focolaio Bartolini, lo sfogo del corriere: "Non siamo untori"

Dopo il focolaio registrato nell'azienda di corriere espresso i lavoratori nei dintorni di Bologna vengono tenuti alla larga

Mi guardano come fossi un untore”. Le parole amare sono di uno dei tanti corrieri che lavorano per la Bartolini, l’azienda di spedizioni che in questo momento è nell’occhio del ciclone per il focolaio di coronavirus che si è sviluppato nella sua sede di Bologna.

In pochi giorni la situazione è precipitata, arrivando ad oggi, a quota 107 casi totali di positività al Covid-19: 79 tra i dipendenti, 28 nella cerchia dei familiari o conoscenti. Quello di Bologna è il principale, assieme a quello di Mondragone, dei diversi focolai attualmente attivi nel territorio italiano.

Ma il tam tam mediatico ha creato una sorta di alone di sospetto intorno a tutti i lavoratori della Bartolini che lavorano nel territorio colpito, anche nelle zone vicine. A parlare infatti, alla Nuova Ferrara, è Manuele, un corriere espresso che lavora per Bartolini nella zona di Argenta appunto nel ferrarese: “Il nuovo focolaio – dice – è alla filiale di Bologna, io come i miei colleghi veniamo da quella di Ferrara, dove siamo tutti sani. Vorrei rassicurare tutti: il vostro corriere non è contagioso”.

Manuele continua il suo amaro sfogo: “In troppi mi trattano come un untore e guardano storto. Non tutti ma alcuni hanno esordito con frasi tipo ‘stai lontano che voi Bartolini siete tutti infetti‘. Vorrei ricordare che se fossi infetto, non sarei al lavoro”.

VirgilioNotizie | 28-06-2020 17:49

Coronavirus in Italy Fonte foto: Ansa
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