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Covid, le speranze di Bassetti e di Vaia sulla campagna vaccinale

In collegamento TV i due studiosi hanno evidenziato l'importanza delle vaccinazioni e si sono espressi con ottimismo sul calo dei contagi

“Probabilmente a fine marzo vedremo la luce”, ci spera il professor Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettiva all’ospedale San Martino di Genova, intervenuto in collegamento tv a “Domenica In”. Parole di ottimismo che fanno il paio con quelle del direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia: “Non abbassiamo la guardia, ma non siamo ad un passo dalla tragedia”. Entrambi ospiti di Mara Venier su Rai 1, hanno fatto così il punto della situazione epidemiologica da Covid-19 in Italia, sottolineando però la necessità di un’accelerazione della campagna vaccinale.

Covid, Bassetti sulla campagna vaccinale: la sua opinione

“Non ho mai smesso di essere preoccupato. Bisogna avere pazienza per le prossime 5 settimane e probabilmente a fine marzo vedremo la luce. Con l’aumento delle vaccinazioni, dovremmo iniziare a vedere la discesa” ha detto il professore Matteo Bassetti.

Secondo il punto di vista dell’infettivologo, è necessario mettere al centro della campagna la consapevolezza sui vaccini: “Dobbiamo parlare a quegli italiani che sono scettici. Bisogna mettere sul piatto le evidenze che abbiamo, rischi e benefici. Il vaccino è un farmaco e come tale può avere effetti collaterali. Se li nascondiamo non facciamo una buona informazione. Ma dobbiamo mettere sulla bilancia i benefici: tutti i vaccini danno una copertura del 100% nei confronti della malattia grave, della polmonite e della morte”, ha aggiunto ancora.

“Dobbiamo parlare alla gente, è evidente che la bilancia penda dalla parte del vaccino. Sarebbe servita una campagna di informazione massiccia e oggi la gente pensa che i medici siano dalla parte dei vaccini perché sono dalla parte degli interessi commerciali. L’unico modo per uscire dal disastro è il vaccino: o ci convinciamo o avremo una parte consistente del paese che non potrà ripartire perché a livello europeo arriveremo ad avere una sorta di patente”, ha aggiunto ancora.

Covid, Vaia sulla campagna vaccinale: il suo punto di vista

Della stessa opinione il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia: anche per il virologo diventa fondamentale l’informazione dei cittadini.

Abbiamo il dovere di spiegare bene ai cittadini le cose senza terrorizzare, senza creare psicosi di massa – ha detto – I virus cambiano, cercano di adeguarsi alla realtà , le varianti ci sono sempre state, ma c’è bisogno di equilibrio”.

A maggio non saremo ancora fuori ma sono convinto che il cambiamento di passo stia per arrivare – è la previsione di Vaia – sono convinto che anche i politici faranno di tutto per farci uscire dalla pandemia”.

“Dobbiamo farci sentire di più in Europa. È impensabile che le aziende diano i vaccini con il contagocce ed è impensabile che qualche Stato abbia provveduto da solo”, ha detto ancora il direttore.

“Se abbiamo fatto un accordo per tot dosi non si può andare in modo individuale, bisogna superare la logica dei brevetti concedere accordi tra aziende e produrre più vaccini. Non abbiamo tempo davanti noi, serve la vaccinazione di massa” ha concluso.

VirgilioNotizie | 21-02-2021 21:10

Un anno di Covid: a che punto siamo tra vaccini e terapie Fonte foto: ANSA
Un anno di Covid: a che punto siamo tra vaccini e terapie
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